Oschiri, caffè vietato alle Poste
Circolare dell’ufficio provinciale: non sono più ammesse le macchinette
OSCHIRI. Negli uffici postali più piccoli, a metà mattinata niente più caffè o una bibita fresca, usando macchinette con cialde o capsule, che si accendono al momento, oppure minifrigo che contengono giusto qualche bottiglietta d’acqua. Qualcuno potrebbe affermare che per simili necessità ci si potrebbe rivolgere ai pubblici esercizi. Insomma si potrebbe inventare un ufficio postale con una sorta di ricreazione a metà mattinata. Ma chi rimarrebbe nell’ufficio postale, magari strapieno di gente che aspetta? Al momento è una ipotesi senza risposta, soprattutto se si pensa ad uffici più grossi dove sarebbero in funzione dei distributori di bevande, che hanno i loro consumi energetici, nell’arco delle 24 ore. E’ infatti pervenuta, in forma anonima, una circolare interna della filiale delle Poste di Sassari, dove si afferma che «durante le visite negli uffici postali abbiamo riscontrato la presenza di apparati elettrici, come ad esempio frigoriferi, macchinette del caffè, fornelli elettrici e distributori di bevande, per cui si ribadisce il divieto di installazione di qualsiasi apparato elettrico non fornito dall’azienda».
Questo il tenore concreto, in stringato burocratese, della comunicazione, che appare a dir poco fuori luogo, considerati i limitati e notori consumi elettrici delle citate apparecchiature, che servono solo a rendere più umano ed efficiente il lavoro degli impiegati a servizio del pubblico, che spesso si accalca in lunghe file, e con grande pazienza. Sembrerebbe proprio che, stavolta, una ipotizzabile riduzione dei consumi elettrici, per un servizio pubblico, abbia proprio sbagliato il suo indirizzo, gravando sui lavoratori e su coloro che di tale servizio usufruiscono, con impiegati che cercano di fare, nel miglior modo possibile, il proprio lavoro. (g.cas.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
