Invitalia ora ci ripensa: «Portisco non si vende»
L’agenzia del ministero dell’Economia punta a potenziare lo scalo olbiese Ricorre al Tar Marinedì che aveva presentato l’offerta d’acquisto migliore
OLBIA. Invitalia ci ripensa: Marina di Portisco non si vende, almeno per ora. Non solo, la holding nazionale controllata dal ministero dell’Economia addirittura adesso punta a potenziare il porto turistico olbiese nel mercato internazionale della nautica. Sul futuro di Portisco pesa però l’incognita del ricorso al Tar presentato dalla società Marinedì di Renato Marconi che aveva fatto l’offerta d’acquisto migliore per rilevare Portisco, offerta che però non è stata giudicata adeguata da Invitalia.
A testimoniare quanto Portisco oggi sia nella testa e nel cuore di Invitalia è la presenza nelle scorse settimane dell’amministratore delegato, Domenico Arcuri, all’inaugurazione della nuova club house del porto olbiese. È stata l’occasione per ribadire l’importanza dello scalo olbiese nell'economia locale e nelle strategie di medio termine dell'agenzia nazionale. Insomma, si parla di rinnovato interesse dello Stato nella nautica da diporto. Cioè una situazione ben diversa rispetto a quando, a seguito della liquidazione di Italia Navigando spa, Invitalia ne aveva ereditato il portofaglio di porti, mettendone in vendita ben cinque mediante una gara pubblica. Tra questi anche Portisco. Invitalia ha ritenuto, però, alla fine, di non assegnarlo a Marinedì dell’imprenditore Renato Marconi che aveva fatto l'offerta d’acquisto migliore (8 milioni e mezzo di euro), ma ritenuta comunque troppo bassa dall'agenzia del ministero dell’Economia. Marinedì, che già controlla in Sardegna gli approdi di Villasimius e Teulada, una banchina a Cagliari ed è in corsa per Alghero, ha inevitabilmente fatto ricorso al Tar.
«Marina di Portisco, intanto, è impegnata a dare continuità alla sua crescita verticale iniziata nel 2014, in controtendenza rispetto alla crisi. In questa fase Invitalia ne sta sostenendo lo sforzo e i progetti associati all'ipotesi di proroga della concessione demaniale, per valorizzarla quindi non per disfarsene – ha spiegato Arcuri – che prima o poi si venda non è da escludere, però non sembra proprio che sia domani».
Molti segnali confermano l'intenzione di Invitalia di restare impegnata nella portualità gallurese. A gennaio il consiglio di amministrazione di Portisco è stato rinnovato completamente, affidando la presidenza a Nicola Cavaliere e l'incarico di amministratore delegato a Rodolfo Leone, uno dei dirigenti di punta Invitalia. Vasco De Cet, coi risultati lusinghieri degli ultimi anni e i presupposti di questa stagione, è stato confermato direttore e manager del porto. Insomma, sembra proprio che Invitalia non voglia più disfarsi di uno dei suoi porti migliori in termini di efficienza e produttività.
@marcobittau
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