Dopo nove giorni di coma è morto l’operaio 28enne
Maurizio Luciano era precipitato il 27 luglio dal tetto del sugherificio Piemontese Il giovane di Calangianus era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Sassari
TEMPIO. Deceduto Maurizio Luciano, 28 anni, l’operaio di Calangianus che era rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato lo scorso 27 luglio dal tetto di una fabbrica nella zona industriale di Tempio. Il suo cuore ha cessato di battere poco dopo le 13 di ieri, quando i medici dell’ospedale civile di Sassari che lo avevano in cura sin dal giorno dell’incidente e che lo tenevano sotto stretta osservazione, dopo avere avvertito i genitori, hanno staccato le macchine.
Triste vicenda. Non ancora fissata la data del funerale che si svolgerà sicuramente nella chiesa parrocchiale di Santa Giusta, come conferma, affranto, anche don Umberto Deriu, parroco del paese che, seppur lontano per motivi di lavoro, «ha seguito con ansia l’evolversi della triste vicenda».
Volo terrificante. L’incidente che è costato la vita a Maurizio Luciano si è verificato poco più di una settimana fa nella zona industriale di Tempio, nei locali del dismesso sugherificio Suber Domus, da tempo passato di mano ed oggi denominato sugherificio Piemontese. Stando al rapporto dei carabinieri immediatamente allertati assieme al 118, Maurizio Luciano sarebbe precipitato all’interno di un capannone, da un altezza di otto metri, a causa del cedimento di una copertina in plexiglass del tetto di cui, pare senza alcun supporto di sicurezza, stava valutando la tenuta.
Soccorsi immediati. L’impatto con il terreno è apparso ai soccorritori accorsi immediatamente in tutta la sua devastante gravità. Soccorso dal 118, il giovane è stato trasportato da un elicottero dei Vigili del Fuoco, atterrato al Nino Manconi di Tempio, all’ospedale Civile di Sassari dove ieri ha cessato di vivere nonostante le massicce cure cui veniva sottoposto.
Cordoglio unanime. La notizia della morte di Maurizio Luciano è stata accolta con sgomento e dolore. Figlio unico di una stimata e conosciuta famiglia calangianese, Maurizio Luciano in tutti i centri dell’alta Gallura aveva amici che ora lo ricordano definendolo semplicemente con affetto come «un giovane in gamba con cui era piacevole stare».
Indagini. Intanto da parte dei carabinieri e dello Spresal della Asl di Olbia, nel sugherificio immediatamente messo sotto sequestro dalla magistratura, proseguono le indagini. I militari e gli specialisti dello Spresal dovranno capire cosa ha provocato il cedimento della copertura in plexiglass e quali misure di sicurezza, personali e generali, erano state adottate per l’ispezione sul tetto e trovare risposta alle mille altre domande ancora che sicuramente il magistrato, coordinatore dell’inchiesta, avrà sicuramente posto o porrà nelle prossime ore.
Rabbia della Cgil. Sull’incidente, all’indomani del fatto, erano intervenuti con un comunicato stampa anche la Cgil e la Fillea Cgil Gallura che avevano espresso rabbia e preoccupazione per quanto accaduto: «Si tratta purtroppo dell’ennesima riprova di quanto siano ancora inaccettabilmente alti i rischi che i lavoratori sono costretti ad affrontare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
