La Nuova Sardegna

Olbia

Spazio Faber chiuso, è polemica

di Angelo Mavuli
Spazio Faber chiuso, è polemica

La piazza è invasa dalle auto e il museo è abbandonato. Delusi i turisti ammiratori di De Andrè e Piano

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TEMPIO. Piazza Fabrizio De André e l’antistante Spazio Faber, a distanza di pochi giorni dall’inaugurazione, sono diventati oggetto di forte polemica e di energiche proteste. Sia da parte dei tempiesi che di turisti delusi, per avere trovato Spazio Faber desolatamente chiuso e la piazza invasa dalle auto.

Silenzio da parte dell’amministrazione alla quale forse, senza polemiche, non resta altro che fare il mea culpa per il disservizio e riprendere in mano la gestione dell’intera struttura, con lo stesso entusiasmo mostrato nel giorno dell’inaugurazione. Increduli i turisti. «Sono deluso e arrabbiato per quanto ho visto», dice Giuseppe Bonetti di Corte Franca in provincia di Brescia, in vacanza a Porto San Paolo, che sabato pomeriggio, con quattro amici è andato a Tempio «per ammirare quest’opera che avevo letto fosse straordinaria. Sono un ammiratore di Renzo Piano e di Fabrizio De André. Ho trovato solo una grande desolazione. La piazza invasa dalle auto che impediscono di fare foto decenti e lo Spazio Faber chiuso. I rotoloni di fieno messi nelle vie per festa non hanno attenuato la mia delusione. A Porto San Paolo basta affacciarmi alla finestra per vederne a centinaia nei prati circostanti». Sulla stessa linea anche altri turisti che nvece ieri hanno trovato Spazio Faber aperto ma senza nessuno. Dice Enzo Ciucaloni di Falerone, provincia di Macerata con famiglia e altri amici al seguito. «Sono rimasto ammirato dalla piazza e dalle vele. Ma quelle auto in sosta impediscono di fotografare un’ opera formidabile. Molto deluso invece dallo Spazio Faber. Una sala enorme, deserta, senza nessuno che dia informazioni, nessun dépliant e schermi che il sole impedisce di vedere. Molto bello il murale di De André all’interno, lasciato però alla mercé dei vandali. Volevo fotografare il bel porticato, una transenna buttata a sghimbescio, segno di noncuranza, mi ha indotto a non farlo».

Anche ieri tantissimi turisti hanno invaso la città, vagando senza meta. Questa volta il mea culpa spetta ai tanti esercizi pubblici chiusi. «Tempio – dichiarava anni fa Giovanni Azzena, storico vice sindaco della città – è sicuramente una città a vocazione turistica». Nel senso che ai tempiesi piace molto fare i turisti, ma forse poco si cura di riceverli.

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