Niente migranti, rinasce Palazzo Corda
Calangianus, via ai lavori per recuperare la struttura del centro storico. Il sindaco: «Faremo cultura»
CALANGIANUS. Il via vai di un cantiere che si imposta in questi giorni di mezza estate all’interno del vetusto palazzo Marco Corda, in largo Angioi, ha dato il via, sulle prime, alle voci che il Comune preparasse i locali per accogliere i migranti; voci raccolte anche da un movimento politico, il M5s.
Il sindaco Giomartino Loddo ha rassicurato e ha colto l’occasione, in consiglio comunale, per informare che se ci sono lavori è perchè giorni fa sono stati consegnati ufficialmente alla ditta vincitrice quelli dell'appalto per il palazzo.
È stato dunque avviato concretamente il recupero e il risanamento conservativo del palazzo Corda, destinato a diventare, secondo le intenzioni degli amministratori comunali, sede della nuova biblioteca comunale, del Museo del costume dei paesi della Gallura, nonché di un ambito per la ricostruzione 3D dei compendi del Limbara e del Liscia e di una accogliente sala attrezzata per convegni e avvenimenti culturali.
Il costo complessivo dell’intervento, dopo la prima tranche di 400 mila euro, grazie al finanziamento assegnato al Comune dalla presidenza del consiglio dei ministri (fondi che sono stati dati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per le Infrastrtutture), ora ha raggiunto quota 830 mila euro per il progetto finale esecutivo redatto dagli architetti Gavino Sechi e Piero Corda, con il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione dell’ingegner Fabio Massimo Satta.
«E’ il fiore all’occhiello - ha detto con evidente orgoglio il sindaco Loddo - della nostra riqualificazione del patrimonio edilizio del centro storico. Una sostanziale novità è che il direttore dei lavori sarà affiancato da una professionista, un interior designer, e da una specialista in restauri, tutte professionalità del luogo, e mi auguro, nel rispetto della legge, anche i professionisti per curare arredi e gli impianti tecnici. Insomma un progetto che nasce da Calangianus e del paese deve poter essere espressione. La perseveranza e la ostinazione ci hanno premiato. Ora, finalmente quelle risorse si trasformeranno in spazi vivibili per realtà culturali concrete. Orgogliosi di avervi contribuito come amministrazione. Calangianus merita tutto questo» conclude il sindaco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google