La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, il campo nomadi chiuso entro il 2020

di Dario Budroni
Il campo Rom di Olbia
Il campo Rom di Olbia

La comunità rom sarà trasferita in città. Il Comune individuerà alcune aree che ospiteranno al massimo tre nuclei familiari

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OLBIA. La cittadella dei rom scomparirà. Le casette e le roulotte diventeranno presto un lontano ricordo. Il campo di Sa Piana Manna verrà chiuso entro il 2020 e i suoi abitanti saranno trasferiti in città, in alcune micro aree che potranno ospitare al massimo tre nuclei familiari. Il superamento del campo nomadi è una sfida della nuova amministrazione comunale. La giunta ricorrerà ai fondi comunitari per dare gambe a un progetto di inclusione sociale per le oltre 200 persone che oggi popolano il campo nella periferia olbiese. Un modo per mettere fine alla segregazione abitativa, per favorire l’integrazione con la comunità olbiese e anche per superare i fenomeni di illegalità che si verificano all’interno del campo.

Il campo rom. È stato aperto nel 2009 in località Sa Piana Manna, in periferia, accanto alla strada Olbia-Sassari, al posto del campo di Colcò che aveva dovuto lasciare il posto ai lavori di ampliamento dell’aeroporto. Al momento ci vivono 35 nuclei familiari, oltre 200 persone in tutto, tra cui 120 minori, quattro persone molto anziane e due disabili. I rom, quasi tutti di origine bosniaca, vivono in piccole case e qualcuno ancora nelle roulotte. Pagano un affitto che va dai 35 ai 50 euro, più le bollette della luce e dell’acqua. Costante la presenza del Comune, che garantisce il trasporto per le scuole, l’assistenza sociale e i controlli sanitari insieme alla Asl. In base a un regolamento adottato dal Comune sono stati eletti due rappresentanti per le relazioni con le istituzioni. Sono comunque diversi gli episodi di illegalità che si verificano all’interno e all’esterno del campo rom, come il fenomeno delle discariche abusive oppure quello dei roghi di rame. Per questo è in fase di avvio il sistema di raccolta differenziata.

La chiusura. A maggio il Comune aveva aderito a un gruppo tecnico dell’Anci per l’inclusione dei rom. E ora la giunta Nizzi, con una delibera adottata pochi giorni fa, intende superare il campo rom tramite una progressiva chiusura che dovrà concludersi entro il 2020. «Seguiamo le direttive europee e ricorreremo ai fondi comunitari stanziati proprio per il superamento dei campi rom – spiega Patrizia Bigi, assessore ai Servizi sociali –. Il percorso è in fase di avvio, abbiamo appena cominciato a lavorarci. L’obiettivo è quello di integrare i rom con la comunità olbiese sulla base del pieno rispetto delle regole». Il campo rom sarà quindi superato. E soprattutto non sarà creato un nuovo ghetto all’interno della città. «Individueremo alcune aree in cui andranno a vivere due nuclei familiari, al massimo tre – continua l’assessore Bigi –. Ancora non sappiamo dove, è un processo che è appena cominciato».

Il degrado. L’assessore fa del principio della legalità la stella polare del progetto. «Certi fenomeni sono insostenibili, il campo rom non può rimanere nelle condizioni in cui si trova – continua Patrizia Bigi –. Oggi è pieno di rifiuti indifferenziati. Anche lì, come nel resto della città, deve funzionare il sistema della raccolta differenziata». Secondo l’assessore ai Servizi sociali il superamento del campo nomadi contribuirebbe a mettere fine alle non poche situazioni di disagio e degrado. «Daremo a tutti la possibilità di vivere meglio – conclude l’assessore Bigi –. La situazione attuale va superata, penso per esempio alle norme igieniche che non sempre vengono rispettate. Nel campo nomadi vivono tante persone, molte delle quali sono minori. Noi pensiamo soprattutto a loro, lavoriamo per tutelarli e per migliorare le loro condizioni di vita».

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