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Olbia

Gli organizzatori di “StandArt”: siamo amareggiati

La concomitanza di eventi non ha fatto sorridere proprio tutti. A farne le spese è stato infatti il festival jazz «StandArt-Musica tra le bancarelle», giunto alla sua sesta edizione e in scena in via...

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La concomitanza di eventi non ha fatto sorridere proprio tutti. A farne le spese è stato infatti il festival jazz «StandArt-Musica tra le bancarelle», giunto alla sua sesta edizione e in scena in via Dante. Venerdì l’ultima tappa della rassegna organizzata dall’associazione Arché è stata in parte rovinata dal motoraduno «Fernando Manunza», organizzato invece nel waterfront e che ha avuto come eventi di punta il concerto degli Istentales e l’esibizione della Funky jazz orchestra. «Ci tengo a precisare che la colpa non è di chi ha organizzato il motoraduno – spiega Antonietta Cossu, presidente dell’associazione Arché –. Anzi, Mauro Manunza, l’organizzatore, è stato molto disponibile. Più che altro penso che l’amministrazione comunale debba mostrare maggiore attenzione alla programmazione degli eventi». La presidente dell’associazione Arché non ha dubbi. «Si è creata una situazione imbarazzante – commenta Antonietta Cossu –. Qualche giorno fa, insieme all’assessore alla Cultura Sabrina Serra, ho incontrato Manunza e abbiamo studiato un modo per evitare la sovrapposizione. Quindi ho annullato i concerti dei gruppi spalla e ho fatto cominciare il Gendrickson Mena quartet alle 21.30, mentre il live degli Istentales è stato spostato dalle 22.30 alle 23.15. Però a un certo punto ha cominciato a suonare la Funky jazz orchestra e infine gli Istentales, che prima o poi dovevano pur iniziare a suonare. Quindi purtroppo la sovrapposizione c’è stata. E il pubblico, che ha un orecchio fine perché si tratta di jazz, si è infastidito e anche i musicisti hanno deciso di non suonare i pezzi finali. Ci dispiace molto, anche perché lo scorso ottobre abbiamo partecipato al bando del Comune e già programmato il nostro festival». In tanti sono rimasti colpiti dalla concomitanza di eventi a pochi metri di distanza. Per esempio Marino De Rosas, ottimo chitarrista olbiese, ha scritto un ironico post su Facebook che termina così: «Intrattenimento e musica a 360 gradi. Meglio se fossero metri, però». (d.b.)

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