Scuole, i numeri non tornano meno iscritti e poche garanzie
TEMPIO. È una questione di “classe”, ma, come sanno bene gli addetti ai lavori, il problema va oltre i numeri mancanti e i parametri da rispettare. Se un intero istituto scolastico (il Tecnico “Pes”,...
TEMPIO. È una questione di “classe”, ma, come sanno bene gli addetti ai lavori, il problema va oltre i numeri mancanti e i parametri da rispettare. Se un intero istituto scolastico (il Tecnico “Pes”, nella fattispecie) attende con ansia il responso che potrà autorizzare l’iscrizione di una prima geometri, le altre scuole della città non potranno rallegrarsi del pericolo scampato. Il progressivo contenimento del numero degli iscritti (a settembre si avranno le cifre ufficiali delle immatricolazioni e del totale della popolazione scolastica cittadina) non è infatti più una garanzia sufficiente per conservare gli assetti esistenti. Se gli effetti del decremento demografico si sono fatti nel tempo meno minacciosi, continua a preoccupare la tendenza nazionale verso la cosiddetta “razionalizzazione” dei servizi che rende sempre più rare deroghe ed eccezioni. In parole povere, sarà sempre più difficile avere classi in cui non ci siano almeno 25 studenti, visto che il tetto stabilito per legge autorizza anche la costituzione di classi di 30.
E così può accadere (e lo si potrà vedere il primo giorno di lezione) che, malgrado l’aumento sensibile delle immatricolazioni, si sia paradossalmente ridotto il numero delle prime classi. A determinare il calo di iscrizioni possono essere diversi fattori: il minore appeal della proposta formativa della scuola, il grado di visibilità nel territorio, l’efficacia dell’orientamento e le imprevedibili tendenze d’opinione che si creano nel mondo dei teenager. Non tutti i mali vengono per nuocere, tuttavia. Quest’anno l’organigramma dirigenziale delle scuole tempiesi potrà contare su condizioni del tutto nuove. Non è mai accaduto in passato (e sarà invece così a partire dal 1° settembre) che tutte le scuole della città, compresi il Tecnico di Valledoria, le Professionali di Calangianus e l’Artistico di Olbia, venissero assegnate a due dirigenti. Dalla scuola dell’infanzia alle superiori, le scuole della città saranno dirette dai Ds titolari del “De Andrè” e del “Dettori”. Il fatto che siano solo due significa che dovranno fare fronte a un grosso lavoro, ma gioca a loro favore proprio l’esiguità del numero. Prendere delle decisioni e pianificare strategie di portata territoriale dovrebbe essere più facile. Niente perciò vieta di pensare che in un futuro molto prossimo, attraverso una programmazione che tenga conto degli interessi di tutti gli istituti e del diritto degli studenti ad una proposta formativa quanto più ricca e accattivante, problemi come quelli che tengono oggi in angoscia studenti, genitori e insegnanti del “Pes” diventino solo un brutto ricordo. (g.pu.)
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