Olbia, con la sabbia in valigia: bloccati otto pirati delle spiagge
Blitz del corpo forestale: bloccati alcuni turisti (italiani e stranieri) che avevano impacchettato ciotoli e conchiglie portati via dai litorali
OLBIA. I ladri di sabbia proseguono a depredare gli arenili sardi. E ora si viene a scoprire che non è soltanto la sabbia ad essere sottratta come souvenir, ma ciotoli, conchiglie, pezzetti di roccia e spezzoni di granito. Un piccolo campionario di questi “reperti” naturali è stato recuperato, nei giorni scorsi, dagli uomini del corpo forestale e della vigilanza ambientnale dell’ispettorato forestale di Tempio che, in collaborazione con i funzionari Enac e il personale della Geasar dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda hanno avviato una serie di controlli ai varchi aeroportuali, finalizzati al ritrovamento di sabbia e sassolini.
Sono otto, finora, le persone finite nel setaccio degli agenti del corpo forestale i quali che hanno trovato, nascosti nel bagaglio dei turisti, sacchettini contenenti il materiale prelevato da diverse località della Gallura. Il servizio di controllo proseguirà sino alla fine di settembre, con ispezioni mirate. La sanzione che viene applicata ai “ladri di souvenir” è di tremila euro, mentre per i casi più gravi potrebbe scattare la denuncia penale per sottrazione illegale di beni indisponibili.
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A questo proposito il direttore dell’ispettorato forestale di tempio, Giancarlo Muntoni, ha spiegato che «dopo aver constatato, attraverso verifiche incrociate anche con altri enti, che la sottrazione di sabbia, pietre o conchiglie è un fenomeno diffuso a macchia di leopardo nell’intera regione, abbiano deciso di attuare uno specifico servizio di prevenzione e controlli negli scali aeroportuali regionali. La gran parte delle persone sottoposte a controllo sono comunque inconsapevoli dell’illecito commesso. Illecito amministrativo che è sanzionato dal codice della navigazione e prevede multe che vanno da 1500 euro e 9 mila euro>.
Noi applichiamo una sanzione di 3mila euro che potrebbe sembrare un eccesso – aggiunge Giancarlo Muntoni – ma va considerato che ogni anno vengono sottratte dalle spiagge isolane diverse tonnellate di sabbia e conchiglie. Cosa, questa, che unita a fenomeni naturali quali l’erosione delle coste contribuisce ad alterare i delicati equilibri degli ecostistemi degli arenili. È evidente – prosegue il capo della forestale di Tempio – che la sola azione repressiva non è sufficiente a contrastare il fenomeno. Sarebbe infatti opportuno avviare contestualmente una adeguata campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione turistica e locale, da divulgare attraverso i mezzi di comunicazione e l’affissione di appositi cartelli in tutti gli scali aerei o marittimi dell’isola».
In proposito l’assessorato regionale all’ambiente, ha avviato con l’assessorato al turismo regionale una specifica campagna informativa mirata ai turisti che giungono nell’isola. Le otto persone che sono state trovare con il souvenir vietato hanno comunque collaborato con gli agenti del corpo forestale indicando loro le zone dove erano state prelevate sabbia, sassi e conchiglie. Una goccia nella gigantesca depredazione che ogni anno subiscono le nostre coste, considerato che molti turisti, compresi i conterranei, fanno incetta di conchiglie e sassi particolari raccolti sugli arenili.
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