La Nuova Sardegna

Olbia

Porto Pozzo, il progetto avanza

di Walkiria Baldinelli
Porto Pozzo, il progetto avanza

Il consiglio comunale di Santa Teresa approva le linee guida. La minoranza: «Troppo cemento»

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA TAERESA. A tre anni dalla presentazione del progetto, nuovo passo avanti per la futura realizzazione del porto turistico di Porto Pozzo. Il consiglio comunale, con i voti della maggioranza ( la minoranza ha votato contro) ha approvato un progetto guida da inviare alla Regione. Un passaggio indispensabile per la successiva pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Linee guida porto. Nel documento è spiegata l’idea di sviluppo del fiordo, presentata tre anni fa dall'amministrazione comunale, con alcuni adeguamenti alle osservazioni fatte dalla Regione. Prevede un accordo pubblico-privato. È un progetto strategico, finanziato da una cordata di investitori europei (gli imprenditori sardi costituiscono la maggioranza), oggi riuniti nella società Sintonia che in questi anni ha ristrutturato l'area di proprietà, compresi 5 pontili. Sono disposti a cedere il porto al Comune, che lo gestirebbe tramite la municipalizzata Silene. Oltre a uno scalo per circa 1000 posti barca, comprende 30mila metri cubi di volumetrie, già assegnati con il Puc del 2000 e le varianti degli anni scorsi, da trasformare in un hotel a 5 stelle con aree commerciali e servizi portuali (circa 21 mila metri cubi), oltre a un'area residenziale di pregio (9 mila metri cubi): ville mono o bifamiliari.

La maggioranza. «L'iter è stato lungo – sottolinea il sindaco Stefano Pisciottu –. Siamo finalmente arrivati alla fase finale delle varianti al piano di sviluppo, che è condizionato alla realizzazione del porto turistico pubblico. E quindi alla sottoscrizione della convenzione con i finanziatori. La nuova struttura di Porto Pozzo sarà complementare al porto di Longonsardo, già gestito dalla Silene. I due scali non saranno in concorrenza tra loro».

La minoranza. «Siamo favorevoli alla realizzazione del porto e delle strutture per i servizi – dicono al gruppo “A cara a ventu” -, ma non concordiamo con le scelte dell'amministrazione per realizzare il progetto. Si continua a chiedere la creazione di opere e in cambio si concedono migliaia di metri cubi di cemento per strutture residenziali già sovrabbondanti nel territorio. L'approfondito e ottimo studio sulle caratteristiche ambientali e paesaggistiche avrebbe dovuto portare a scelte politiche più oculate rispetto alla quantità di cemento che si riverserà sul fiordo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative