La Nuova Sardegna

Olbia

LA PROTESTA

Un doppio no al piano faunistico regionale

Un doppio no al piano faunistico regionale

Movimento Pro Territorio e Associazione Caccia Pesca elencano una serie di richieste

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TEMPIO. Movimento sardo pro territorio e Associazione caccia pesca ambiente, contro il Piano faunistico regionale. Il Movimento Sardo Pro Territorio, tramite il coordinatore regionale Alessio Pasella e l’Associazione Caccia Pesca Ambiente, attraverso il suo presidente provinciale Mario Mandaresu, respingono qualsiasi ipotesi di Piano faunistico regionale senza la revisione del quadro normativo nazionale e regionale.

Le ragioni del “no” sono giunte al termine di un incontro fra le due associazioni che elencano una serie di richieste. Prime fra tutte la modifica delle leggi quadro nazionali e regionali sulla caccia, sui parchi e aree protette e sui criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative alle Zone speciali di conservazione (Zsc) e alle Zone di protezione speciali (Zps). Le due associazioni chiedono anche la ricostruzione di una rete ecologica regionale «adeguata a mantenere il grande patrimonio di biodiversità della Sardegna e per renderla più credibile sotto il profilo scientifico». Domandano la modifica della riperimetrazione della aree Sic e l’adozione di un piano forestale ambientale e di un piano paesaggistico a integrazione del piano faunistico venatorio regionale che si vuole andare a realizzare. «I Movimenti - si legge in una nota - respingono anche la decisione della Regione di completare gli elementi tecnici mancanti del Piano provinciale di Olbia-Tempio, seppellito, a suo tempo sul territorio della defunta provincia, con decine di assemblee. Una rappresentatività reale fondata su oltre tremila firme di cacciatori e proprietari terrieri».

Il documento esprime anche la ferma contrarietà per l’istituzione degli Ambiti territoriali di caccia (Atc). «Sulla base di una diffusa esperienza, l’istituzione degli Atc, richiesta da un’esigua minoranza, si è rivelata fallimentare nel 95% delle regioni Italiane». Annunciata per oggi, infine, dai due rappresentanti, una assemblea a Sassari, presso i locali della Provincia, al termine della quale «potrebbe essere proclamato lo stato di mobilitazione».(a.m.)

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