La Nuova Sardegna

Olbia

Manca la manutenzione: i tanti disagi del tribunale

di Giampiero Cocco

La spending review obbliga il ministero a programmare tutte le spese annuali Il risultato è fin troppo evidente: mancano servizi essenziali anche per disabili

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TEMPIO. Si stava meglio quando si stava peggio. L’aforisma da neorealismo italiano si attanaglia alla perfezione allo stato attuale della manutenzione del tribunale di Tempio, un tempo a carico dell’amministrazione comunale e ora da imputare (per la spending review ) ad uno specifico fondo gestito dall’agenzia delle Entrate, spese liquidabili dopo il visto degli uffici ministeriali competenti. Va da sé che per ogni intervento è necessario stilare una sfilza di documenti che stenderebbero anche il più scafato dei burocrati. È accaduto l’inverno scorso, quando al posto del pieno di gasolio per riscaldamento era stato pubblicato un bando per gasolio da autotrazione, il tutto perché ormai si procede con moduli e codici predisposti dal ministero della Giustizia. Il risultato è stato che al tribunale per alcuni mesi si è sopperito al riscaldamento centrale con stufe e stufette. Poi si è passati al condizionamento d’aria, necessario per attenuare la calura estiva, non ancora del tutto scemata. Per poter utilizzare appieno le quattro unità di condizionamento sono necessari 75 mila euro per la manutenzione ordinaria e la sostituzione dei filtri dell’intero circuito di raffreddamento. Ragion per cui si viaggia con un solo motore refrigerante, incrociando le dita che anche questo non vada in tilt. Stesso identico discorso per la manutenzione degli impianti idrici e sanitari dell’intero palazzo di giustizia, che vanno sostituiti e rimessi a norma. Tra preventivi, progettazione e gara d’appalto sarà necessario attendere almeno due anni, prima che l’intero iter burocratico venga approvato dal ministero. Nel frattempo la scala per il trasporto dei disabili resta ferma e per accompagnare gli utenti impossibilitati a salire le scale bisogna necessariamente mobilitare, di volta in volta, la protezione civile e i vigili del fuoco. Uno degli ingressi principali ad attivazione automatica è bloccato da diversi anni e difficilmente, stante le scarse risorse finanziaria a disposizione del tribunale, verrà ripristinato. La porta carraia del tribunale, quella che si apre con il badge per lasciar passare le auto dei magistrati, del personale dipendente e della forza pubblica, compresi i mezzi che trasportano i detenuti, funziona con il...palanchino. Ovvero è necessaria la leva di Archimede per rimettere sulla guida il pesante cancello in ferro che, di tanto in tanto, va fuori binario. Il tutto a causa della scarsa o assente manutenzione ordinaria. Ecco perché si stava meglio quando c’era il peggio, ma garantito dal Comune.

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