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Olbia

Pd e Tempio libera contro Quargnenti «Inadeguato, lasci»

di Angelo Mavuli
Pd e Tempio libera contro Quargnenti «Inadeguato, lasci»

Un duro attacco all’assessore comunale all’Ambiente dopo l’incendio scoppiato in città in un’area non bonificata

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TEMPIO. Con un durissimo comunicato stampa congiunto, il gruppo consiliare Tempio Libera, con il capogruppo Antonio Balata, e il circolo tempiese del Pd, con il segretario Mario Addis, chiedono che l’assessore all’Ambiente Francesco Quargnenti lasci il proprio incarico e rassegni immediatamente le dimissioni. «Ha già dimostrato nella precedente esperienza di cinque anni - si legge nel comunicato - di essere inadeguato. Sta confermando ora di non farcela, mettendo così a rischio Tempio e i tempiesi».

La richiesta del Pd e di Tempio Libera arriva dopo un incendio verificatosi qualche notte fa in via Romita, poco a valle di viale Don Sturzo, in un terreno non bonificato a dovere dal proprietario. Le fiamme, quella notte, erano state fortunatamente domate dai vigili del fuoco. «È un incendio - scrivono Tempio Libera e il Pd - frutto della trascuratezza e dell'incuria in cui si trova Tempio. Appare particolarmente grave che gli amministratori di una città come Tempio, disattendano le prescrizioni regionali sulla prevenzione degli incendi non effettuando la pulizia dalle sterpaglie nelle aree pubbliche e omettendo i controlli in quelle private. Una città che, nonostante le rilevanti disponibilità finanziarie, è sempre più sporca e abbandonata e con situazioni di reale pericolosità. La responsabilità dell’accaduto è ovviamente in capo all'assessore Quargnenti che dovrebbe trarre le ovvie conseguenze da questo gravissimo episodio».

Pd e Tempio Libera estendono poi il loro giudizio negativo all’intero esecutivo di Biancareddu. «Nelle promesse elettorali del sindaco - scrivono - Tempio doveva rinascere in 150 giorni. Nella realtà dopo quasi 500 giorni di governo Biancareddu, Tempio è una città che ha imboccato la strada del declino. Sempre più isolata da tutti gli organi di governo e dagli stessi Comuni della Gallura, grazie alle intemperanze verbali e caratteriali del sindaco, che hanno portato allo scontro generalizzato e all'isolamento. Una giunta con continui contrasti al suo interno e un sindaco che non vuole o non può prendere decisioni, preoccupato unicamente del suo futuro politico a Cagliari. Le conseguenze sono inevitabili. Inattività del Consiglio e delle commissioni consiliari, paralisi burocratica».

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