Furti in appartamento, scatta l’allarme
OLBIA. «Suonano i citofoni dei palazzi, sperano che qualcuno apra il portone d’ingresso e, probabilmente, cercano un appartamento in quel momento vuoto per poter mettere a segno un furto». È la...
OLBIA. «Suonano i citofoni dei palazzi, sperano che qualcuno apra il portone d’ingresso e, probabilmente, cercano un appartamento in quel momento vuoto per poter mettere a segno un furto». È la conclusione a cui sono arrivati gli abitanti di un condominio di via Antonio Labriola (nella zona alta di viale Aldo Moro) che alcuni giorni fa hanno anche chiamato i carabinieri. I quali, però, una volta arrivati, non hanno trovato più nessuno: le “ragazzine ben vestite e dall’accento straniero” che si mettono a suonare i campanelli, avevano fatto perdere le tracce.
«Se siamo qui a raccontare quanto accaduto - dicono gli abitanti di via Labriola - è per avvisare i cittadini. Non aprite le porte di casa, perché ci sono possibili ladruncole pronte a entrare in azione».
Nel condominio preso di mira attorno a mezzogiorno di mercoledì scorso, si è presentata una giovane minorenne. «Ha cominciato a suonare i campanelli e quando, alcuni di noi, dopo aver visto il volto al videocitofono, si sono affacciati alla finestra per sapere che cosa quella ragazzina volesse o chi cercasse, lei ha cominciato a balbettare e a raccontare cose diverse nel giro di pochi minuti. Prima ha detto che cercava un cugino che si era trasferito da queste parti, poi che non sapeva se si trovasse a Olbia o Tempio, quindi che doveva raggiungere un’amica che si trovava a poca distanza. Cambiando, insomma, continuamente versione. A quel punto abbiamo consigliato alla ragazzina di rivolgersi ai carabinieri, perché loro l’avrebbero aiutata. Anzi. Per agevolarle il compito, abbiamo deciso di chiamarli direttamente noi. Solo che, quando sono arrivati, la giovane era scappata. Ecco perché abbiamo deciso di avvisare gli olbiesi e, soprattutto gli anziani e coloro che vivono da soli: diffidate di chiunque suoni il vostro campanello. E, se necessario, chiamate subito le forze dell’ordine».
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