La Nuova Sardegna

Olbia

La replica del sindaco a Pd e Tempio Libera: «Solo insulti gratuiti»

di Angelo Mavuli
La replica del sindaco a Pd e Tempio Libera: «Solo insulti gratuiti»

Biancareddu difende Quargnenti e passa all’attacco: «Lavoriamo molto anche per rimediare ai vostri errori»

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TEMPIO. «Quando uno non riesce a brillare di luce propria, cerca di farlo, con luce altrui». È l’incipit di una conferenza convocata ieri in municipio dal sindaco Andrea Biancareddu, per rispondere al segretario del circolo Pd e al gruppo Tempio Libera.

L’accusa. Opposizione e Pd, ieri, chiedevano le dimissioni dell’assessore Francesco Quargnenti «per acclarata inadeguatezza all’incarico» e si accusava il sindaco di avere «isolato la città dal territorio e di avere paralizzato, di fatto, l’attività politica e amministrativa del comune di Tempio».

La difesa. «Rinfrancati dal sole delle loro lunghe vacanze estive, e dalle rinfrescanti granite, (a differenza dell’esecutivo che poche vacanze ha fatto), il redivivo segretario del Pd e quel che resta di Tempio Libera - dice il sindaco -, hanno creduto opportuno segnalare il loro ritorno in città con un comunicato infarcito di insulti gratuiti verso chi, come l’assessore Francesco Quargnenti, si impegna costantemente, a discapito anche della sua privata attività, a beneficio della città. Fatti e non parole. E lo fa con perizia, amore, passione e intelligenza. I risultati del suo e del nostro quotidiano impegno sono palesi nelle vie illuminate dopo cinque anni di buio, nelle strade asfaltate tornate percorribili, nella viabilità rurale rimessa a nuovo, nelle periferie diserbate e in mille altri interventi resi improrogabili dopo la fallimentare gestione del precedente esecutivo nel quale, l’inossidabile segretario del Partito democratico, per cinque anni è stato assessore al Bilancio e al Commercio».

La giunta. E ancora. «Ognuno - continua il sindaco - è libero di esprimere un giudizio non basandolo però su autentiche invenzioni. Non è vero che la giunta sia lacerata da contrasti. È stata formata unitariamente sulla base di un preciso programma sul quale ci si confronta quotidianamente. Se qualche assessore non dovesse essere più d’accordo, deve solo levare il disturbo».

La polemica. «Evidentemente però chi ha formulato tale ipotesi - va avanti il sindaco - lo ha fatto basandosi sugli incubi della sua esperienza amministrativa. Quando la giunta di cui faceva parte, “deragliò dopo tre mesi”, senza che nessuno avesse l’onestà di ammetterlo. In quel caso la città andò davvero in declino paralizzata per 5 anni. Per quanto concerne infine i problemi caratteriali addebitatimi, posso tranquillizzare gli estensori del velenoso comunicato sulle mie piene facoltà mentali. Grazie a Dio ancora integre al servizio della famiglia e, così come il risultato elettorale ha sancito, della mia città. Per quanto concerne Cagliari ci sono già stato, peraltro ben operando. Qualche altro, bocciato dal suo elettorato, la sogna invano con malcelata sofferenza».

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