La Cgil: «Troppo pochi i vigili del fuoco»
Emergenza Gallura, Luisa Di Lorenzo e Luisella Maccioni accusano la Regione e la direzione del Corpo
OLBIA. Il quadro è poco rassicurante. Organici ridotti, personale anziano, mezzi attempati. I vigili del fuoco galluresi non se la passano bene. Sono troppo pochi rispetto al numero degli abitanti e alle criticità del territorio, soggetto a devastanti incendi e tragiche alluvioni. A lanciare l'allarme è la Cgil Gallura: Luisa Di Lorenzo, segretaria generale provinciale, e Luisella Maccioni, segretaria della Funzione pubblica, accusano Regione e Corpo regionale. «I vigili del fuoco sono sempre in prima linea con impegno, professionalità e sacrificio personale – dicono –. Allo stesso tempo, però, non si può non denunciare lo stato di usura dei mezzi, la carenza di organico, il progressivo invecchiamento del personale operativo di partenza sulle autopompe e nei reparti speciali». Le sindacaliste chiedono una maggiore ed efficace programmazione: «È da tempo che la Cgil sostiene la necessità di una seria programmazione che non può prescindere dal potenziamento del corpo attraverso l'ampliamento degli organici e investendo in tecnologia per dare risposte adeguate al momento delle tragedie. In Sardegna dobbiamo fare i conti con scelte incomprensibili e responsabilità da ascrivere alla Regione e alla direzione regionale del Corpo. Da anni perseverano in una scellerata decisione di distribuire i finanziamenti in eguale misura tra tutte le quattro ex province sarde, penalizzando la Gallura e il Sassarese». Poi un altro attacco alla Regione: «Nella sua politica centralista dimentica che la provincia di Sassari è la più estesa d’Italia e viene classificata al pari di altre provincie inferiori. Forse la Regione non si è accorta che d’estate nel nord Sardegna si concentra l'80% dei turisti. E lo dimentica al punto da chiudere storici distaccamenti come Santa Teresa e Valledoria. Per questo intendiamo aprire un tavolo di confronto con la Regione e la direzione del corpo. Serve riposizionare i presidi di sicurezza, partendo dall'apertura del distaccamento portuale di Olbia, già attribuito». (d.b.)
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