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Olbia

Olbia, il figlio nasce morto: indaga la Procura

Giampiero Cocco
Simulazione di un parto
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Simulazione di un parto

La coppia, che attendeva la nascita del bimbo a giorni, si era recata al Giovanni Paolo II in piena notte per un controllo

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OLBIA. Il dramma si è consumato nel giro di poche ore, nella notte dell'11 settembre, quando una puerpera giunta al nono mese di gravidanza ha perso il bimbo che aveva in grembo. La donna, originaria della ex Jugoslavia ma da tempo residente a Olbia, ha presentato con il marito, un operaio romeno, un esposto alla Procura e ora il caso è nelle mani del sostituto procuratore della Repubblica Ginevra Grilletti, che ha fatto sequestrare le cartelle cliniche, il cordone ombelicale, la placenta e il feto sul quale, nelle prossime ore, saranno eseguiti gli esami autoptici per accertare se il nascituro sia nato morto oppure sia deceduto dopo il parto.

Il medico legale Salvatore Lorenzoni ha già ricevuto l’incarico di eseguire gli esami per conto della procura della Repubblica che ha aperto una indagine, contro ignoti, per accertare cosa sia accaduto al nascituro nelle ore che hanno preceduto la sua nascita.

Il delicatissimo dramma prende corpo poco dopo le quattro del mattino del 12 settembre al pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Olbia, dove la donna, in avanzato stato di gravidanza, si era presentata, accompagnata dal marito, preoccupata perché non “sentiva” più muoversi il bimbo che aveva in grembo. Stando al racconto della coppia i sanitari li avrebbero tranquillizzati sostenendo che il battito cardiaco del nascituro era presente, quindi la donna è stata trasferita dal pronto soccorso al reparto di ostetricia per un approfondimento diagnostico e preparata per l’intervento di parto artificiale, da eseguire con taglio cesareo.

Dopo due ore e mezzo per la donna ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia è arrivato il pesantissimo referto dei medici. Il nascituro, per complicanze pare intervenute durante la fase di travaglio, non aveva superato lo stress ed era morto. «I miei assistiti – spiega l’avvocato Giampaolo Murrighile, che ha presentato l’esposto per conto della coppia di genitori –, intendono soltanto conoscere cosa non ha funzionato nella fase terminale della gravidanza, chiedendo chiarezza sulla morte del loro piccolo e se questo triste evento poteva essere evitato».

La magistratura, dopo l’esposto, ha immediatamente predisposto gli atti necessari alla acquisizione dei documenti di ricovero della donna e dei reperti umani, quali il cordone ombelicale, la placenta e il feto del nascituro, per avviare gli indispensabili accertamenti di legge necessari a scoprire le esatte cause del decesso e, particolare importantissimo, se la morte sia avvenuta prima o post parto. I genitori del nascituro, che hanno già un bimbo di diversi anni, attendono ora di conoscere il motivo della scomparsa del loro secondogenito. In italia le morti del feto prima o durante il parto sono rare, nell’ordine – stando alla casistica – di alcune migliaia ogni anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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