La Gallura alla Regione: Autorità portuale in città
Il consiglio comunale chiede al governatore di non indicare Cagliari come sede Assenti molti sindaci, convocati in ritardo. Nessun invito per il deputato Scanu
OLBIA. Il messaggio è chiaro e deciso. Olbia deve essere la sede dell’Autorità portuale unica della Sardegna. La partecipazione è però un po’ meno convincente delle parole. Il Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria e aperta davanti alla sede della Port Authority non è una parata di fasce tricolori come nelle previsioni. Al fianco del sindaco Settimo Nizzi, che aveva lanciato l’urlo di battaglia per rivendicare il diritto del territorio a non perdere il prezioso ente viene accolto solo in parte. Al fianco del primo cittadino ci sono i sindaci di Telti e Padru, un assessore di Luogosanto. I consiglieri regionali Giuseppe Meloni, Giuseppe Fasolino e Giovanni Satta. Una rappresentanza del tavolo delle associazioni e dei sindacati.
Le assenze. Il messaggio di unità inciampa sulla comunicazione. I sindaci assenti non ci stanno a passare per menefreghisti. L’invito a partecipare alla seduta del Consiglio lo hanno ricevuto sulla posta elettronica istituzionale dopo le 18, quando gli uffici erano già chiusi. Solo di mattina hanno letto l’invito. Impossibile organizzarsi. Ma c'è anche chi l’invito a partecipare non l’ha proprio ricevuto. Come il deputato del Partito democratico Gianpiero Scanu, l’unico parlamentare voce della Gallura a Roma.
Di corsa. Entro domani il presidente della Regione, Francesco Pigliaru dovrà indicare se la sede dell’Autorità portuale unica della Sardegna deve essere Cagliari o Olbia. Ma potrebbe anche decidere di non decidere, chiedendo al Governo di congelare la situazione attuale, rinviando al 2019 la scelta.
Gli interventi. «Se Cagliari vuole dare davvero una risposta all’idea di una Sardegna policentrica deve scegliere Olbia – è il pensiero del sindaco Nizzi –. In questa battaglia non vogliamo fare la parte del leone ma non vogliamo nemmeno fare la parte di chi viene dimenticato. I numeri sono dalla nostra parte e la Gallura è unita in questa rivendicazione». Sottolinea il valore dell’Autorità portuale per l'intero nord Sardegna il consigliere Meloni (Pd). «Il valore di questo ente non è simbolico – afferma –. Basterebbe venire qui per rendersene conto. È vero che la Port Authority è nata con un po’ di diffidenza, poi abbiamo capito quanto fosse utile al territorio e quanto sia strategica per il mercato e i flussi turistici. Chiediamo la sede a Olbia non come una gentile concessione, ma perchè abbiamo i numeri». Rincara la dose il consigliere Fasolino (Forza Italia). «È in atto una nuova politica in cui si fanno scelte giustificate dal taglio dei costi – sottolinea –. Ma all’interno della spending review vengono fatte delle scelte politiche. Fare di Cagliari l’unica città metropolitana della Sardegna è stata una scelta politica. Fare di Sassari la sede unica della Asl anche. Creare la provincia del sud pure. La proroga di tre anni non mi piace. Sia fatta la scelta dell’Autorità unica a Olbia subito». Mirko Idili, Cisl, in rappresentanza del tavolo delle associazioni appoggia la battaglia. «In passato la classe politica ha sbagliato a utilizzare l’Autorità portuale come un ente da mettere a disposizione per gli equilibri interni alle proprie compagini politiche. Questa battaglia è sacrosanta per il nord dell’isola e in particolare per la Gallura. Le forze sociali e i sindacati sostengono questo percorso».
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