Al Qaeda a Olbia respinte le istanze dei difensori
La corte d’assise di Sassari ha rigettato, ieri mattina, le eccezioni difensive avanzate contro l’acquisizione di ulteriori prove depositate dal pubblico ministero nel processo contro la presunta...
La corte d’assise di Sassari ha rigettato, ieri mattina, le eccezioni difensive avanzate contro l’acquisizione di ulteriori prove depositate dal pubblico ministero nel processo contro la presunta cellula terroristica di Al Qaeda di Olbia. Ieri, nell’aula bunker del carcere di Bancali, il presidente della corte Pietro Fanile ha sciolto la riserva sulle eccezioni avanzate dai legali dei tredici indagati finiti dietro le sbarre ed ha ordinato di procedere oltre con la convocazione, per il 6 ottobre prossimo, dei traduttori in lingua araba che dovranno trascrivere i file ritrovati dentro computer, cellulari e materiale cartaceo sequestrato ai presunti terroristi nel corso del blitz che portò, nell’aprile dello scorso anno, all’arresto del gruppo dio presunti terroristi di matrice islamica. Gran parte dei “file” registrati sono in lingua Urdu (l’idioma parlato dal gruppo dei pakistani finiti in carcere con il presunto capo, Sultan Wali Khan, e la loro guida religiosa, l’imam Zulkifal Hafiz Muhammad), rimasti nelle memorie di Pc e cellulari recuperati dagli agenti della Digos durante le operaziopni che portarono all’arresto i presunti terriristi di origine pakistana. Ad opporsi alla loro acquisizione tra le carte processuali furono i penalisti Michele Santino e il collega Giovanni Plati, che difendono Sultan Wali Khan e altri coimputati. Tutti i difensori avevano proposto le nullità, respinte. (g.p.c.)
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