Niente materna per 12 bambini

Santa Teresa, la classe del Comprensivo è stata soppressa per tagli all’organico. Protestano i genitori

SANTA TERESA. La campanella non è suonata per 12 alunni della scuola materna dell’istituto comprensivo. Un taglio all’organico ha cancellato una delle quattro classi previste. Così i genitori hanno improvvisato un sit-in davanti ai cancelli. Sulla recinzione hanno appeso 8 grembiulini rosa e 4 celesti. Quelli dei bimbi che avrebbero dovuto frequentare la scuola. Il sindaco Stefano Pisciottu chiede l’istituzione in deroga della classe soppressa, anche per alleggerire il numero degli alunni nelle altre: una è di 28, le altre due di 25. Il neo dirigente dell’istituto comprensivo, Stefano Palmas, che ha assunto l’incarico il primo settembre, tiene aperto il dialogo con le famiglie e l’amministrazione.

Nell’elenco degli alunni in lista di attesa ci sono anche il figlio di Tiziana Cirotto, vicesindaco e assessore ai Servizi sociali, e la figlia di Tomaso Visicale, segretario gallurese del Pd. Anche loro sono schierati in prima linea contro la cancellazione della quarta classe dell’infanzia. «Il fatto è che siamo stati avvisati all’ultimo minuto – racconta Visicale –. La chiamano lista d’attesa ma in realtà è una lista di esclusi. I criteri di selezione non sono solo oggettivi, ma soggettivi. Perché sono rimasti fuori anche bimbi di 3 anni, mentre altri che non li hanno ancora compiuti possono frequentare tranquillamente le lezioni». Precisa che non è una guerra tra poveri. Poi incalza: «Lottiamo tutti assieme affinché venga cancellata questa lista di esclusi.Il problema è che qua non ci sono alternative». Sulla stessa lunghezza d’onda un altro genitore, sottolinea Giovanni Cossu: «Il ministero della Salute promuove campagne alla promozione del Fertily day, quindi ci invita ad allargare le famiglie, ma contemporaneamente abbatte la scure dei tagli sulle scuole. Un controsenso».

Così Claudia Serra, mamma in dolce attesa per la seconda volta: «Anche noi abbiamo risposto all’appello del ministro – ironizza -. Ero tranquilla perché sapevo che da quest’anno la bimba avrebbe frequentato l'asilo. Ora avrei qualche difficoltà a conciliare gli impegni di lavoro». Disagi anche per Rita Brozzu: «Gestisco un’edicola, lavoro dalle 6 alle 8 di sera. E non ho la patente, non posso neanche spostarmi in un altro comune, dove ci sono strutture private». Aggiunge Sonia Impagliazzo: «Ci hanno messo difronte al fatto compiuto il giorno prima».

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