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Olbia: crisi della lavanderia industriale Clea, sindacati al tavolo regionale

Serena Lullia
Olbia: crisi della lavanderia industriale Clea, sindacati al tavolo regionale

Questa settimana incontro a Cagliari. Cgil e Cisl: «No alla mobilità, anticamera dei licenziamenti»

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OLBIA. Vite in bilico. Le 120 lavoratrici della Clea aspettano di conoscere il loro futuro. Verrà convocato a metà settimana il tavolo al quale siederanno la Regione, l’imprenditore Gianni Iervolino proprietario della lavanderia industriale Clea e i sindacati. L’azienda è in liquidazione dopo aver iscritto nel bilancio 4milioni e mezzo di passività. Si tratta dei soldi che la Clea deve alla Asl di Nuoro, atto finale di un lodo arbitrale. Iervolino ha fatto sapere di voler mettere in mobilità 120 persone. La lavanderia è formata da tre rami di azienda. 151 in tutto i dipendenti assunti a tempo indeterminato impiegati nel settore community (ospedali e navi), resort (ristorazione e hotel) e medical (sterilizzazione).

No alla mobilità. «Come abbiamo già detto e lo ribadiremo con forza la prossima settimana non intendiamo accettare la mobilità per i dipendenti Clea – afferma il segretario regionale Filctem Cgil Giacomo Migheli –. La messa in mobilità significa licenziamento. Se l’azienda ha un piano industriale siamo disposti a discuterlo e a mettere in campo gli ammortizzatori sociali tipici delle aziende in crisi, come la cassa integrazione a rotazione. Ma vogliamo vedere un progetto che dimostri la volontà dell’imprenditore di tornare a certi standard lavorativi. Se ci propone la mobilità significa che vuole licenziare il personale e chiudere definitivamente l’azienda. E noi non ci stiamo».

Stipendi a rate. In questi mesi le dipendenti Clea hanno lavorato nell’incertezza del domani. Hanno ricevuto gli stipendi, ma a piccole tranche. Ed è per garantire il loro futuro che i sindacati, Filctem Cgil e Fecma Cisl, hanno unito le forze. Pensano all’economia della città che rischia di perdere altre 120 buste paga. Ma anche al grave problema sociale che si verrebbe a creare. Le 120 dipendenti hanno un’età media di 50 anni, difficili da ricollocare sul mercato del lavoro.

Tutta colpa dell’Asl. L’imprenditore Iervolino ha spiegato le motivazioni che lo hanno costretto a mettere in liquidazione la Clea. Punta il dito contro la Asl di Nuoro e la gestione poco chiara del lodo arbitrale da parte dei suoi dirigenti.

Scuri presagi. Guardano con preoccupazione ai lavoratori Clea gli ex dipendenti della Tv 5 stelle, altra azienda di Iervolino colata a picco. Per loro 12 stipendi arretrati ancora da pagare e l’affronto di vedere riacceso lo storico canale 11, occupato dalle trasmissioni di Radio Internazionale della società International, altra azienda del gruppo Iervolino.

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