Allevatori in rivolta: bando riproduttori tutto è ancora fermo
La denuncia dell’Associazione Agro Zootenica Gallura: «Delibera approvata a luglio, ma nulla ancora si muove»
TEMPIO. Nonostante la Regione abbia provveduto a luglio a deliberare la riapertura dei termini del bando che permette, agli allevatori iscritti, l’acquisto di riproduttori maschi e femmine di qualità pregiata intervenendo con un aiuto pari al 50% dell’acquisto effettuato, gli allevatori non hanno ancora avuto accesso al bando stesso a causa dell’apparato burocratico regionale che non ha consentito di presentare non solo la dovuta documentazione ma nemmeno le domande.
A denunciarlo è Piero Azara, presidente dell’Associazione Agro Zootecnica Gallura che, in un lungo comunicato, elenca problematiche, difficoltà, azioni positive della Regione in quest’ambito, ma anche “spaventose” e non giustificabili carenze d’ordine burocratico. «A cominciare dall’Argea che anziché essere, come dovrebbe, di supporto agli allevatori, si rivela una autentica palla al piede. Da maggio del 2015 - scrive Piero Azara -, non sono stati ancora riaperti i termini del bando per l’acquisto di riproduttori maschi e femmine di qualità pregiata. Questo, nonostante la Regione abbia provveduto dallo scorso di luglio ad approvare e a finanziare con delibera di giunta, l’apertura dello stesso. Tecnicamente, l’approvazione della delibera regionale avrebbe dovuto dare il via libera agli acquisti dei capi per poter ottenere il contributo. Nella realtà, invece, accade che ancora una volta i fatti reali si bloccano e si scontrano con l’apparato burocratico. Con l’approvazione della delibera di giunta infatti, la “palla” è passata all’Argea Sardegna, Ente regionale che si occupa anche della stesura dei bandi e del disbrigo delle pratiche. Ebbene - accusa Azara -, ad oggi l’Argea non ha ancora provveduto a fare quanto dovuto. Secondo le affermazioni dei suoi funzionari, lo stesso non avrebbe avuto ancora indicazioni sui termini di apertura. Nel frattempo però i capi in selezione pronti per la vendita crescono, con un ulteriore aggravio di spese. Si tratta dell’ennesimo sopruso a danno delle nostre aziende e del nostro comparto. Un comparto, come tutti gli altri del mondo agricolo, che oltre la burocrazia, soffre anche per tutta una serie di problematiche fra cui per citarne una, la concorrenza spietata dovuta all’incontrollata importazione di carne estera».
Sotto accusa secondo Azara, anche le associazioni di categoria che, «sebbene sollecitate dagli operatori di Comparto, niente hanno fatto per accelerare i tempi dell’apertura del bando».
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