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Olbia

Labint, cercasi insegnanti di italiano per stranieri

Labint, cercasi insegnanti di italiano per stranieri

Il laboratorio interculturale della città ha riaperto i corsi e chiede sostegno: «Abbiamo bisogno di volontari che abbiano a cuore i valori dell’integrazione»

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OLBIA. Cercasi insegnanti. Ma a due condizioni: che siano volontari e che abbiano a cuore il tema dell'integrazione e i valori del multiculturalismo. La campanella torna a suonare anche per la scuola di italiano del Laboratorio interculturale. Ma stavolta, un po' come accade nelle vere scuole, il Labint deve fare i conti con alcuni problemi, come per esempio la carenza di insegnanti. Quelli attuali sono troppo pochi rispetto al numero di immigrati che desiderano imparare l'italiano, sia leggerlo che scriverlo. L'anno scolastico si apre quindi con un appello fatto circolare da Tonino Cau, il fondatore del laboratorio che da oltre venti anni lavora per promuovere, attraverso una lunga serie di iniziative, l'integrazione degli immigrati nella comunità olbiese. «La nostra è una scuola fatta esclusivamente da volontari - spiega Tonino Cau -. Perciò è gratuita, sia per i migranti che per gli insegnanti, che non ricevono nulla, neanche il rimborso viaggi, come è avvenuto per coloro che provengono da Siniscola, Posada, Palau e altri paesi». Il fondatore del Labint fornisce l'identikit dell'insegnante modello. «Siamo alla ricerca di nuovi insegnanti, sia con titolo che senza titolo, ma dotati di cuore, di voglia di imparare e di passione per dare a delle sorelle e dei fratelli neri, bianchi, gialli la possibilità di una integrazione comune - continua Tonino Cau -. Non desideriamo insegnanti che vogliono fare beneficenza, ma persone che vogliano bene a persone come noi, ma in stato di necessità. I migranti saranno riconoscenti, lo leggerete nei loro occhi». La scuola di italiano del Labint è una realtà consolidata. È per esempio giunta alla sua 21esima edizione. Si tratta di una scuola di alfabetizzazione a cui ogni anno partecipano decine di persone. Solo lo scorso anno, per alcuni problemi di organizzazione, c'è stato un calo delle iscrizioni. «La scomparsa della Provincia e le previsioni di una marea di profughi ci ha impedito di far conoscere adeguatamente e per tempo l'iniziativa della scuola - aggiunge Cau -. Ciò ha comportato una contrazione di presenze, da un centinaio a circa settanta, e soprattutto la mancata creazione di una classe di analfabeti totali, cioè quelle persone non alfabetizzate nemmeno nella lingua madre». Quindi adesso la scuola del Labint vuole riprendere a pieno ritmo la sua attività. Le lezioni prenderanno il via ai primi di ottobre e termineranno a maggio. Si svolgeranno ogni martedì e giovedì dalle 18 alle 20, nelle aule messe a disposizione dal liceo scientifico Lorenzo Mossa. Info: 338.8277767. (d.b.)

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