La Nuova Sardegna

Olbia

Mare più sicuro grazie alla Capitaneria

di Serena Lullia

Il traffico diportistico in estate è cresciuto del 20%. Eseguiti 16mila controlli, 357 verbali. Prezioso l’aiuto degli elicotteri

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OLBIA. Hanno reso il mare più sicuro vigilando sulle coste del nord Sardegna a bordo delle motovedette. Dal 15 giugno al 18 settembre gli uomini della Capitaneria di porto sono stati le sentinelle e gli angeli custodi di bagnanti e diportisti. Un lavoro complesso in un mare in cui la presenza di imbarcazioni è cresciuta del 20% rispetto alla passata stagione. Va in porto con la soddisfazione del comandante della direzione marittima del nord Sardegna, Pietro Preziosi e del capo del reparto operativo Vittorio Aloi, la campagna “Mare sicuro 2016”.

Mare mosso. Il colpo d’occhio guardando il mare nei mesi estivi trova conferma nei numeri. Il traffico diportistico ha registrato un aumento del 20 per cento, con una maggiore presenza di maxi yacht, ma anche di gommoni e natanti presi a noleggio. Un mare di barche su cui la Capitaneria di porto ha vigilato ogni giorno con 60 persone. 16mila i controlli eseguiti: 5776 in materia di pesca e ambiente; 3335 sul diporto; 3379 sul demanio; 3526 sul traffico. Di questi 2253 eseguiti dalla Capitaneria di Olbia. 357 i verbali in totale; 18 le notizie di reato: per occupazione abusiva del demanio, mancato rispetto delle norme di sicurezza nella navigazione, inquinamento.

Meno mezzi più soccorsi. La Capitaneria ha lavorato con quattro mezzi in meno questa stagione, ma ha fatto più soccorsi dell’estate 2015. Un centinaio in tutto. «Questo perché c’è stata una migliore organizzazione dei servizi con l’invio dei mezzi in zone sensibili individuate già dallo scorso anno», spiega il comandante Preziosi. A far schizzare il numero degli interventi anche l’operazione di evacuazione dalle spiagge in occasione dell’incendio all’Isuleddu, nell’arcipelago della Maddalena.

Meno morti. Sono 9 le persone decedute sulle coste del nord Sardegna, erano 16 nel 2015. 5 stranieri e 4 italiani. «Una riduzione che può essere legata all’intensa attività di sensibilizzazione fatta lo scorso inverno dalle capitanerie su input del ministero, a mezzo stampa e nelle scuole diffondendo l’importanza della sicurezza anche in mare – aggiunge il comandante Preziosi –. Una campagna che ha portato gli italiani a fare molta più attenzione. A differenza dei turisti stranieri che magari cercano di sfruttare fino all’ultimo minuto la vacanza, andando in mare anche quando le condizioni del tempo non lo permettono». «Cento soccorsi in tre mesi sono un lavoro intenso – commenta Aloi –. Ci sono state giornate in cui ci sono stati più interventi. In quelle occasioni la nostra macchina organizzativa viene messa alla frusta, ma anche questa estate ha retto bene. Per quanto riguarda i decessi purtroppo non abbiamo potuto fare nulla. Si è trattato di infarti o malori».

L'aiuto dal cielo. Nero e Koala hanno vigilato dal cielo sul mare del nord Sardegna. Gli elicotteri della Guardia costiera hanno volato 30 ore portando avanti 12 missioni. «Un ritorno importante, prezioso il contributo degli elicotteri, fondamentali in zone di costa non raggiungibili a piedi – aggiunge Aloi –. Il Comando generale ha dimostrato grande sensibilità in un periodo così delicato. Speriamo di avere in un futuro prossimo a Olbia la quarta base italiana. Olbia è strategica per il mar Tirreno».

Orgoglio sardo. Sono tre le motovedette di Olbia inviate per partecipare all’operazione Triton nel canale di Sicilia. Fino a oggi hanno soccorso 250 migranti e percorso 3500 miglia. Un impegno gravoso anche dal punto di vista economico. Per raggiungere Lampedusa da Olbia servono 6mila euro di carburante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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