Capo Testa, Pro territorio annuncia il ricorso al Tar
Le procedure per l’istituzione dell’Area marina protetta non sarebbero chiare Il rappresentante del Movimento: il ministero non ha ascoltato le nostre richieste
SANTA TERESA. L'iter per l'istituzione dell'area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone è quasi in dirittura d'arrivo. Ma per il “Movimento sardo pro territorio” alcuni passaggi non sarebbero stati fatti in modo trasparente. Da qui la decisione, una volta che verrà istituita con decreto, di presentare ricorso al Tar contro il ministero dell'Ambiente (Dpnm).
Richieste inascoltate. «Le nostre segnalazioni, così come le osservazioni presentate un anno fa da altre associazioni ed esperti, sono rimaste inascoltate – racconta Ulisse Murru – . Nell'incontro pubblico al teatro “Mandela”, quattro mesi fa, si è parlato solo di riperimetrazione della zona. Non sono state analizzate né la parte tecnica né quella della gestione amministrativa della futura Amp». I tecnici dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) perimetrando l'area con pennarelli indelebili, avevano specificato di aver tenuto conto delle 60 osservazioni protocollate in Comune, unico ente di riferimento del Ministero. «Avevano spiegato che l'aspetto tecnico-gestionale – dichiara Murru – è un compito che spetta al Ministero, tramite il coordinamento del Comune, così come quello di spiegare ai cittadini come e da chi verrà gestita l'Amp. Sul sito istituzionale dell'ente ci sono solo vecchi avvisi, non i resoconti degli incontri, né la zonizzazione attuale. Non risulta alcun passaggio nemmeno in Consiglio. Alle nostre recenti lettere di chiarimenti ha risposto solo il ministero, che afferma la regolarità dell'iter».
Il ministero. Il dirigente Antonio Maturani precisa che l'iter, ancora in corso, è corretto: «Ci sono stati due incontri (in 4 anni) per informare il pubblico e raccogliere osservazioni, l'ultimo a un anno dalle elezioni amministrative. È stata dunque rispettata la convenzione sull'accesso alle informazioni e la partecipazione dei cittadini. Il ministero, rappresentato dall'Ispra, ha acquisito e elaborato le osservazioni tramite l'amministrazione comunale. Per il supporto e l'aggiornamento degli studi conoscitivi – sottolinea – abbiamo stipulato una convenzione con l'Ispra, che ha trasmesso una prima ipotesi di zonazione il 21 aprile 2015. L'elaborato definitivo è stato redatto sia sulla base delle osservazioni pubbliche presentate al Comune di Santa Teresa, sia delle valutazioni fatte». Il dirigente afferma che durante l'incontro pubblico del 19 maggio «non sono emerse argomentazioni di natura tecnica sulla proposta».
La battaglia. La risposta non convince il “Movimento sardo pro territorio, che continua la sua battaglia. Ricorso al Tar e, preannuncia Murru, «chiediamo un incontro pubblico e un referendum».
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