L’ultimo saluto a “Pinzellu”, un grande figlio di Olbia
OLBIA. Nardino Degortes “Pinzellu” se n’è andato. Il suo cuore ha smesso di battere nella sua casa di via Redipuglia, circondato dall’amore e dall’affetto dei suoi tre figli Paolo, Tore e Luciana,...
OLBIA. Nardino Degortes “Pinzellu” se n’è andato. Il suo cuore ha smesso di battere nella sua casa di via Redipuglia, circondato dall’amore e dall’affetto dei suoi tre figli Paolo, Tore e Luciana, dei nipoti e pronipoti. Uno dei figli di Olbia più amati in assoluto, lascia un vuoto immenso nella sua città. Una città che lui stesso, oltre ad averla vissuta, ha contribuito a trasformarla e modellarla, inventando tradizioni e dando un volto nuovo ad angoli e quartieri. Nato in via Acquedotto nel 1923 da una famiglia numerosa, partì da giovane in guerra e rimase imbarcato per cinque anni dietro al mitragliatore di una nave. Poi emigrò in Australia a fare l’imbianchino. Per un periodo tornò a Olbia, ma poi se ne andò di nuovo imbarcandosi su una petroliera. Quindi il ritorno definitivo a casa. Aprì un chiosco in piazza Mercato e il suo bar diventò un punto di riferimento molti olbiesi. Socialista come tutta la sua famiglia e grande protagonista delle feste di mare come San Giovanni, Pinzellu cominciò a organizzare le feste di carnevale. Costruì il monumento dei caduti di via Redipuglia, nel 1984, insieme al fratello Fortunato e al marmista Virgilio Derosas e, dagli anni 50, organizzò il pellegrinaggio al santuario di San Paolo di Monti. Non solo, qualche anno fa Pinzellu restituì dignità a quella croce che è poi il simbolo del quartiere di Sa Rughe. Membro più anziano della sezione olbiese dell’Associazione dei marinai, abitava da molti anni in via Redipuglia, in una casa che ricopriva spesso con un bandierone tricolore.
I funerali si svolgeranno oggi alle 17 nella chiesa di San Paolo.
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