Festa patronale, buon bilancio
Calangianus, il grazie del parroco alla classe 1974 e alle varie associazioni
CALANGIANUS. «In questi tre giorni che hanno visto la nostra comunità cercare di vivere lo spirito di festa per celebrare i santi patroni, non possiamo non condividere il dolore delle 40 famiglie che hanno perso, in quest’anno, un loro caro. E’il modo vero per essere comunità e vivere il nostro essere famiglia accomunati dall ’eredità feconda dei padri che affonda nei tempi».
Sono alcune delle parole pronunciate da don Umberto Deriu nel tenere il bilancio finale delle feste di settembre, al termine della messa solenne del triduo e in cui ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del programma. In primo luogo la classe del 1974, obriere della festa. Poi le realtà associative come il coro Santa Giusta, la banda “Michele Columbano” , il gruppo folk Lu Rizzatu, la Confraternita di Santa Croce. Tutte realtà vive del paese che in giornate come queste hanno dato con la loro presenza un contributo essenziale per rendere ancor più partecipato il clima della festa. Poi don Umberto ha ringraziato don Rinaldo Alias , il cappuccino Padre Isidoro e Padre Pinuccio Solinas dei frati minori, per gli spunti offerti nelle loro omelie, ognuno evidenziando un aspetto della vita dei santi. «Perché il quotidiano della Calangianus di oggi non può ignorare e non valorizzare quegli ideali di laboriosità, di rispetto e di dialogo, di umiltà e fraternità che hanno guidato intere generazioni del passato in tempi ancor più difficili dell’oggi e che hanno posto le premesse per le ben note stagioni positive». (p.z.)
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