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Olbia

Generale conserve, a Olbia il miracolo del tonno

Giandomenico Mele
Generale conserve, a Olbia il miracolo del tonno

L’azienda che produce il marchio As do Mar amplia lo stabilimento e studia nuove linee di produzione legate al pet food

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OLBIA. Il miracolo della fabbrica che trasforma le scatolette di tonno in ricchezza per il territorio trova nuovo slancio. La Generale Conserve, che attraverso il marchio As do Mar produce il tonno di alta gamma nella fabbrica di Olbia, ha deciso di rilanciare. Con nuovi investimenti: l'acquisizione dell'area ex Taras (azienda di trasporti) in zona industriale, accanto all'attuale stabilimento, per costruire una grande cella frigo dove stoccare più quantità di materia prima e consentire nell'attuale stabilimento un maggiore spazio per il deposito delle quantità di magazzino, che consentirà di poter effettuare i carichi diretti del prodotto da Olbia, senza farlo più transitare in un altro stabilimento nel nord Italia.

Olbia diventa sempre più centrale, dunque, nella produzione del marchio As do Mar, leader nel mercato del tonno di alta gamma. La Generale Conserve ha chiuso il 2015 con ricavi a 174 milioni e vuole investire ancora in città. La ragione è che lo stabilimento in zona industriale diventa l'unico in cui si svolgerà il processo di lavorazione del tonno pinna gialla. Generale Conserve ha da poco sciolto un accordo commerciale con un produttore spagnolo di private label: la lavorazione dei prodotti pinna gialla ora sarà interamente realizzata nello stabilimento di Olbia, mentre quello spagnolo continuerà con la produzione di quello "skip" e ciascuno commercializzerà il proprio prodotto.

Nuovo depuratore. Non sono queste le uniche novità annunciate nell'ultima relazione al bilancio, come conferma il consigliere delegato della As do Mar, Ruggero Bogoni, il braccio destro di Vito Gulli. «Abbiamo già comunicato al Consorzio industriale di Olbia anche la volontà di costruire un nuovo depuratore aziendale e ampliare quello vecchio per la gestione dei reflui della produzione – spiega Bogoni –. Abbiamo poi allo studio altre iniziative di joint venture con grandi player nel mercato del tonno, che comunicheremo in un secondo temp». Depositi e cella frigo sono investimenti legati a un aumento della produzione, non solo alla centralità di Olbia nella logistica. La dimostrazione sta anche nell'avvio di nuove linee di produzione legate alla lavorazione di altre parti del tonno che arriverà direttamente alla zona industriale di Olbia: in questo senso l'acquisizione dei nuovi 11mila metri quadrati di superficie servirà per utilizzare appieno tutta la materia prima e valorizzare tutte le parti del tonno. Soprattutto la produzione legata al pet food vedrà incrementare la produzione e il valore commerciale. E proprio in questo senso e all'insegna della qualità assoluta si inserisce anche la notizia circa l'acquisizione da parte della stessa Generale Conserve del controllo della Industria armatoriale tonniera (Iat), società che detiene la nave da pesca Torre Giulia, certificata sostenibile. L'acquisizione è ritenuta strategica dalla società, tra i big italiani nella lavorazione dei prodotti ittici in scatola: il mercato è infatti orientato verso un'offerta di tonno sostenibile.

Ingresso di Valsecchi. La società genovese Generale Conserve ha rilevato il 31% della Iat, mentre un'altra quota del 21% era già in portafoglio alla famiglia Valsecchi, azionista della stessa Generale Conserve insieme al fondatore e presidente Vito Gulli. L'ingresso della famiglia Valsecchi ha apportato ingenti capitali che hanno permesso di allentare la tensione finanziaria e rilanciare gli investimenti: in questo senso si giustificano anche l'ammodernamento tecnologico del sito di Olbia e i progetti di ampliamento dopo l'acquisizione dei nuovi 11mila metri quadrati di superifcie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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