Siccità, una crisi senza precedenti: è ancora allarme
Nuova denuncia del Consorzio di Bonifica della Gallura: «Liscia a un livello di allerta, non accadeva da 94 anni»
TEMPIO. «Siccità, la Gallura ha vissuto il biennio peggiore degli ultimi 94 anni ed è per questo che serve un intervento immediato».
Il Consorzio di Bonifica lancia l’ennesimo e gravissimo allarme e fa riferimento alle analisi svolte dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna. «Analisi che dimostrano appunto come la Gallura stia affrontando il biennio 2014-2016 con un deficit di piogge del 23.2%: una crisi senza precedenti che sta determinando un rilevante impatto sulla disponibilità della risorsa idrica all'interno del bacino del Liscia».
La tendenza degli ultimi due anni trova conferma anche nei dati raccolti durante il mese di agosto del 2016. «Gli indicatori di stato, utilizzati dal distretto idrografico della Sardegna per monitorare la capacità degli invasi - prosegue il Consorzio di Bonifica della Gallura -, indicano che lo scorso mese il bacino del Liscia versava in un livello di pericolo e allerta. In questi casi le linee guida della Regione Sardegna impongono ai gestori dell'acqua che "il livello di erogazione della risorsa idrica sia ridotta in media, secondo le categorie di priorità degli usi, al fine di gestire in modo preventivo l'eventuale persistenza del periodo secco; contestualmente devono essere attivate le previste misure di mitigazione". E’ per queste ragioni che noi, come Consorzio di Bonifica della Gallura, già da aprile abbiamo programmatoe un rigido calendario di turnazioni e restrizioni dell'erogazione della risorsa idrica verso i campi».
Iniziative, queste, che se da una parte hanno garantito il regolare svolgimento della stagione irrigua, dall’altra hanno penalizzato il comparto agricolo che ha registrato una riduzione del 40% della semina, con la mancata coltivazione di mais e sorgo, scorte indispensabili per il mantenimento del bestiame durante l'inverno.
«Non bisogna dimenticare infatti che questo è il terzo anno consecutivo durante il quale l'Autorità di Bacino deve far fronte al fabbisogno idrico multisettoriale regionale andando a utilizzare parzialmente le riserve idriche accumulate nei serbatoi negli anni di apporti più favorevoli. Preso atto di questo quadro drammatico - va avanti il Consorzio di Bonifica della Gallura - proponiamo tre interventi che consentano di ripristinare le ottimali condizioni di esercizio. Il primo consiste nel recupero delle acque reflue: attualmente gli impianti sono a norma e le opere sono collaudate, manca solo la certificazione che consentirebbe al Consorzio di utilizzare i circa sei milioni di metri cubi d'acqua che sono inutilizzati. Il secondo intervento riguarda l'intercettazione dell'acqua del rio Padrongianus nel Comune di Olbia e l'ultimo prevede l'intercettazione delle acque in località Monte Tova sul fiume Liscia nell'area di Arzachena».
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