La Maddalena, salvo grazie al medico reperibile
Il chirurgo ha operato un 70enne ferito da una mola che ora sta bene. Il servizio di reperibilità ora non c’è più
LA MADDALENA. Un uomo di 70 anni è stato trasportato d’urgenza dal 118 al Pronto soccorso in codice rosso. Una piccola mola-smerigliatrice, dopo avergli reciso alcuni tendini del braccio si era conficcata nell’addome dell’uomo, causando una profonda lacerazione. Una situazione delicata che ha reso necessario l’intervento del chirurgo reperibile. Mentre il medico raggiungeva l’ospedale gli anestesisti e gli infermieri preparavano la sala operatoria. Il paziente ha subìto un delicato intervento e solo dopo essere stato stabilizzato è stato trasferito in elicottero a Olbia. Era l’ultimo giorno di reperibilità per il medico chirurgo. Ma anche per uno degli anestesisti. Benvenuti all’ospedale Paolo Merlo, dove la differenza tra la vita e la morte è tutta una questione di fortuna.
L’incidente. Il settantenne ha raggiunto il Pronto soccorso nel pomeriggio. Delicatissime le sue condizioni. L’uomo presentava una grossa ferita al braccio, alcuni tendini recisi, una profonda lacerazione allo stomaco con fuoriuscita di una parte dell’intestino. Come anticipato dal blog Liberissimo.net, gli anestesisti e gli infermieri hanno allestito la sala operatoria per intervenire chirurgicamente. Nel frattempo è stato chiamato il medico chirurgo, Mario Gulino, al suo ultimo giorno di reperibilità. L’operazione è riuscita perfettamente. Il paziente è stato stabilizzato e solo allora è stato trasferito in elicottero all’ospedale di Olbia in cui si trova ricoverato.
Troppi se. Se l’incidente fosse accaduto oggi molto probabilmente le cose non sarebbero andate allo stesso modo. Il chirurgo reperibile non ci sarebbe stato. E l’intervento di urgenza non sarebbe stato possibile. Per il paziente sarebbe stato molto difficile affrontare un viaggio in elicottero fino a Olbia in quelle condizioni.
La rabbia. L'ospedale Paolo Merlo è sempre più in emergenza. Prosciugato nelle sue funzioni primarie da una politica sanitaria basata sul risparmio. In cui gli ospedali vengono considerati aziende che devono produrre utili per essere mantenuti in vita. «Stiamo subendo in pieno le conseguenze negative della riforma sanitaria sarda – commenta l'assessore Massimiliano Guccini _. Il recente episodio è emblematico. Per il dottor Gulino era l'ultimo giorno di reperibilità. Così come per uno degli anestesisti. Oggi non saremmo in grado di salvare quel paziente. Ma la situazione in generale del nostro ospedale è da brivido. Medici storici come Gazzanelli e Licheri stanno per andare in pensione.
La sala operatoria riaperta. Dal 2007 la sala operatoria del "Paolo Merlo" viene utilizzata solo per i tagli cesarei. L'intervento dell'altro giorno è il primo degli ultimi nove anni.
Diritto alla vita. «Ancora non si vuole capire che La Maddalena non può essere trattata come una realtà qualsiasi – conclude Guccini –, ma non perché vogliamo essere speciali a tutti i costi. La particolarità di questo posto sta nei fatti. Il diritto alla salute e alla vita dei maddalenini non può essere calpestato».
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