Suora condannata a un anno di reclusione per maltrattamenti ai disabili
Abuso di metodi correzionali, processo alla ex direttrice dell’istituto di assistenza “Casa della letizia” di Tempio
TEMPIO. La madre superiora Sebastiana Chessa, nota come Suor Maura, 74 anni, ex direttrice della “Casa della letizia" di Tempio è stata condannata, ieri mattina, ad un anno di reclusione per maltrattamenti versi gli ospiti della struttura religiosa. Lo ha deciso il gup del tribunale di Tempio, Marco Contu, a conclusione del rito abbreviato avviato contro la madre superiora, finita nei guai nel 2012 dopo che alcuni dipendenti della casa di accoglienza per persone affette da disagi psicofisici avevano denunciato un eccesso di zelo nella applicazione dei metodi di correzione all’interno dell’istituto religioso.
Ad indagare furono i carabinieri di Tempio che sistemarono, nei corridoi e nelle stanze degli ospiti, diverse microtelecamere che ripresero i momenti salienti della vita all’interno della Casa della letizia. Per il pm Angelo Beccu, i fatti accaduti nella casa di ricovero erano da ritenersi episodi penalmente perseguibili e ha chiesto, a conclusione della sua requisitoria, 1 anno e mezzo di reclusione per la suora. Una richiesta che è stata ritenuta eccessiva, considerata anche la riduzione di un terzo della pena in virtù del rito prescelto, dai difensori di suor Maura, gli avvocati Margherita Orecchioni e Angelo Merlini, che hanno chiesto al magistrato un proscioglimento ampio in quanto le attività poste in essere dalla madre superiora erano finalizzate alla tutela della comunità che era ospitata, all’epoca, nella Casa della letizia. La religiosa, dopo l’incriminazione formale, era stata sollevata dall’incarico dalla curia vescovile a tutela della sua dignità e per garantire la serenità e la normale prosecuzione della vita quotidiana all’interno dell’istituto di ricovero, uno dei centri di eccellenza cittadini dove, da oltre mezzo secolo, sono ospitate persone affette malattie mentali che debbono essere seguite quotidianamente da personale specializzato che infonda loro fiducia e tranquillità. Su alcuni di questi ospiti, stando alle accuse mosse dai militari della compagnia di Tempio, vi sarebbero stati dei maltrattamenti fisici e la privazione del cibo, accuse che la congregazione delle Figlie del Gesù crocefisso – ordine del quale suor Maura fa parte – respinse, all’epoca dei fatti, sostenendo di svolgere il loro impegno non come un lavoro, ma come missione umana e cristiana in favore dei più bisognosi. Nell’indagine vennero indagati anche due educatori che facevano parte dello staff di assistenti della suora. I due educatori vennero prosciolti dal gup in quanto ritenuti estranei ai casi di maltrattamenti contestati invece alla suora, contestazioni che hanno portato alla condanna emessa ieri.
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