Porti, è appesa a un filo la stagione delle crociere
Una circolare ministeriale rischia di frenare la programmazione dell’Authority È l’ultima beffa della legge di riforma che accorpa i due enti di Olbia e Cagliari
OLBIA. Il rischio concreto è quello di vedersi bloccare a tempo indeterminato tutta la programmazione. Per l'Autorità portuale del Nord Sardegna potrebbe prospettarsi una sorta di limbo amministrativo: con ripercussioni sul Piano degli accosti per il prossimo anno, che significa incertezze per le compagnie crocieristiche e gli altri operatori che fanno riferimento agli scali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Ma anche la presenza alle fiere internazionali di settore non è più così scontata. La scorsa settimana una circolare del ministero delle Infrastrutture ha messo in chiaro che le nuove Adsp (Autorità di sistema portuale) "non possono essere operative" finché "la loro costituzione non sarà perfezionata" con l'insediamento dei nuovi organi. E che le attuali Autorità portuali devono "evitare di porre in essere atti che per il contenuto o per la durata siano suscettibili di incidere sulle competenze relative alla programmazione e pianificazione dei nuovi enti". Un garbuglio amministrativo nelle more della definizione della situazione in Sardegna che non lascia tranquilli. Ufficialmente il commissario dell'Autorità portuale con sede a Olbia, Pietro Preziosi, non può rilasciare alcuna dichiarazione in merito alla riforma. Dagli uffici della Port Authority filtra tuttavia una certa prudenza sul punto, in attesa che vengano consegnati i chiarimenti ministeriali richiesti.
Insomma, in questa fase le Authority possono solo svolgere l'ordinaria amministrazione e non scelte strategiche. Dopo l'approvazione della riforma della governance portuale, che racchiude tutti gli scali italiani all'interno di 15 Autorità di sistema portuale (ed elimina le attuali 24 Port Authority), il Governo si muove per gestire la fase amministrativa transitoria ma punta anche a favorire lo sviluppo delle banchine italiane, a partire dal sud Italia. Concentrandosi in particolare su quegli scali, come Napoli, Taranto, Gioia Tauro, Brindisi, che hanno subito crisi di traffici, pur avendo le potenzialità per avere cospicue movimentazioni di merci.
Il Nord Sardegna, invece, brinda ai grandi risultati nel traffico passeggeri: con un milione e 300 mila presenze ad agosto. Numeri che attestano un altro 15 per cento in più per gli scali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Le cifre complessive dei primi otto mesi parlano di un forte aumento di transiti: tre milioni e 410 mila passeggeri per una crescita globale del 21,4 per cento. Al 31 agosto, sono stati 600 mila in più in arrivo e partenza sui tre porti. Nello specifico, sempre nel periodo gennaio-agosto, al porto di Olbia i movimenti nave sono aumentati di 1.060 unità, passando da 3.323 del 2015 a 4.383 dell'anno in corso (+31,9%); crescita che influisce sul numero passeggeri, che passa da 1 milione 882.398 del periodo gennaio-agosto 2015, a 2 milioni 287.977 del 2016 (+ 21,55% in otto mesi). Numeri significativi sulla rilevanza soprattutto dello scalo commerciale di Olbia, che sembrano legittimare le rivendicazioni della sede della futura Autorità unica. Tutto questo mentre il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, si prepara a risolvere la questione delle Regioni che hanno chiesto una deroga alle fusione della Port authority in Adsp. Con Liguria, Campania e Sicilia c'è proprio la Sardegna.
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