Impianti sportivi, ok al nuovo regolamento
La giunta deciderà le priorità per l’affidamento in concessione a società o associazioni
OLBIA. Il consiglio comunale detta le nuove regole dello sport. L’assemblea, su proposta della maggioranza, approva il regolamento di gestione e utilizzo degli impianti sportivi. Entrerà in vigore per l’anno sportivo 2017-2018.
Lunga attesa. «Sono davvero onorata di portare in Consiglio questo regolamento che mancava dal 1998 – dichiara l’assessore allo Sport Silvana Pinducciu –. Abbiamo deciso di dire basta all’anarchia, all’uso disordinato delle palestre e situazioni che si sono trascinate nel tempo. Abbiamo buttato giù le basi del regolamento, poi ascolteremo società e associazioni».
Due le modalità di gestione degli impianti. Diretta con concessione in uso; indiretta.
A gestione diretta. Per utilizzarli le domande devono essere protocollate all’Ufficio Sport entro il 15 giugno. Nel caso in cui dovessero arrivare più richieste per lo stesso impianto, si seguirà un ordine di priorità: scuole; associazioni e società che partecipano a campionati delle federazioni sportive; società che svolgono attività amatoriale. In occasione di attività o manifestazioni dovranno fare una polizza assicurativa per la copertura dei danni.
Concessioni in gestione. Spetta al Consiglio valutare l’opportunità di concedere gli impianti ai privati. La gestione delle struttuire senza rilevanza economica è affidata in via preferenziale a società e associazioni sportive dilettantische, enti di promozione sportiva. Spetta alla giunta, prima del bando di selezione, definire le priorità di scelta dei concessionari. Tra i criteri: società con sede, operatività e bacino di utenza nel territorio in cui si trova l'impianto; società con almeno 15 anni di attività nel settore giovanile o con per fasce di utenti in condizione di fragilità sociale. La concessione dura 4 anni ed è rinnovabile una sola volta in base a criteri indicati nel bando di selezione.
Bocciato il metodo. Voto di astensione per la Coalizione civica. «Riconosciamo l’ottimo lavoro della Commissione e dalla struttura ma non condividiamo il metodo – commenta Ivana Russu –. Avevo proposto , prima di approvare il regolamento di discuterlo con i portatori di interesse e valutare le loro osservazioni». (se.lu.)
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