La Nuova Sardegna

Olbia

Pronto l’elenco di opere da presentare in Regione

di Serena Lullia
Pronto l’elenco di opere da presentare in Regione

Gli interventi saranno illustrati alla commissione Lavori pubblici a breve in città Comprendono lavori con progetti già cantierabili. Spetta a Cagliari finanziarli

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Per vincere la battaglia contro l’emergenza idrica la Gallura schiera un’armata di opere subito cantierabili. Saranno presentate alla commissione regionale Lavori pubblici nella riunione convocata in città. La data è ancora da fissare, ma il Tavolo delle associazioni della Gallura, insieme a sindaci, associazioni di categoria, sindacati e Consorzio di bonifica ha già definito il pacchetto salva Gallura da sottoporre alla commissione. Non opere faraoniche, difficilmente realizzabili. Ma interventi di breve, medio e lungo periodo, con progetti valutati già positivamente dall’Agenzia del distretto idrografico e pronti per andare in appalto. In pratica mancano solo le risorse. Spetta alla Regione aprire il portafoglio.

Non opere faraoniche. Mirko Idili a nome del Tag illustra il pacchetto di interventi. «Chiederemo alla commissione di prendere in considerazione tutte quelle opere per le quali è già pronta un progetto e una previsione di costi – spiega Idili –. Opere che, con la disponibilità di risorse, sarebbero immediatamente cantierabili».

Recupero dell’acqua. La soluzione proposta si base su un principio semplice. Recuperare l’acqua a valle della diga del Liscia. «L’invaso del Liscia contiene 104milioni di metri cubi. Ogni anno si perdono oltre 200milioni di metri cubi di acqua a valle – sottolinea Idili _ che non possono essere invasati. Le opere che proporremo alla Regione sono state pensate proprio per intercettare questi milioni di metri cubi. Interventi che darebbero ristoro immediato al territorio. Nel pacchetto di interventi sono comprese opere di breve, medio e lungo termine, modulate in base all’urgenza».

Filosofie a confronto. Esistono due scuole di pensiero per affrontare l’emergenza idrica in Sardegna. Una sostiene che il futuro dell’autonomia sia nella messa a sistema di tutti i bacini sardi. Un progetto simile a una rete di mutuo soccorso. Il bacino non in emergenza trasferisce acqua a quello in difficoltà. Ma questo potrebbe funzionare se la siccità non fosse un problema diffuso in tutta l’isola. Nel caso in cui tutti gli invasi fossero a secco, il sistema di rete, tra l’alto costosissimo da realizzare, servirebbe a poco. «Noi pensiamo invece che la soluzione migliore passi da progetti finalizzati a incrementare il recupero di grosse quantità di acqua ex novo a valle della diga del Liscia. In questo modo si soddisferebbe il fabbisogno del territorio almeno per i prossimi 20 anni. E la diga del Liscia rimarrebbe una importante riserva».

Nel dettaglio. Il pacchetto disseta-Gallura prevede nel distretto di Olbia di intercettare l’acqua del rio Padrongianus. 500mila euro i soldi necessari per un intervento pronto in 5 mesi. Previsto anche il potenziamento dello schema idraulico. Opera da 3 milioni da realizzare in 18 mesi. Nel distretto irriguo di Arzachena si punta invece a intercettare le acque nella località Monte Tova, sul Liscia. Previsto anche un sistema di utilizzo del refluo affinato proveniente dal depuratore di Arzachena attraverso l’interconnessione con lo schema idraulico del Consorzio di Bonifica. Opera da 1 milione di euro, realizzabile con 12 mesi di lavori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative