La Nuova Sardegna

Olbia

Assediati dalle discariche caccia ai pirati dei rifiuti

di Dario Budroni
Assediati dalle discariche caccia ai pirati dei rifiuti

Dal centro urbano alla periferia, la città è assediata da cumuli di spazzatura I casi più gravi: la zona del depuratore di Sa Corroncedda e poi Cabu Abbas

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il pirata del sacchetto agisce a tutte le ore. E il modus operandi è sempre lo stesso: accosta la sua auto, si assicura che nei paraggi non ci sia nessuno pronto a multarlo, poi apre lo sportello e scarica tutto ciò che trasporta. Sacchetti pieni di rifiuti, elettrodomestici, scatoloni zeppi di immondizia. Da quando il Comune ha adottato la raccolta differenziata, che ha comunque raggiunto ottime percentuali, la città è disseminata di discariche abusive. La situazione è meno allarmante del 2015, ma basta fare un giro per il centro e le periferie per rendersi conto che i lanciatori di sacchetti sono ancora molto attivi. Chi viene colto sul fatto rischia una denuncia e una multa salata. Ma il sindaco Settimo Nizzi è andato oltre. Ha infatti optato per la gogna, con le foto oscurate dei lanciatori che finiscono dritte sui manifesti incollati ai camion vela. Una soluzione estrema, ritenuta inefficace dall'opposizione di centrosinistra, pensata per mettere fine al fenomeno delle discariche abusive. Cumuli di rifiuti che spuntano come funghi in tutta la città.

Mare e acquedotto. La zona di Mogadiscio, sul mare, in pieno centro, è una terra di nessuno in attesa di essere riqualificata. A pochi metri dalla riva, non molto lontano dalla colonia di fenicotteri rosa, c'è una discarica che si rigenera automaticamente. Da poco è addirittura comparsa una lavatrice scassata. Non mancano mai, invece, sacchetti e bustoni neri, materassi macchiati, vecchi stracci anneriti. Anche dall'altra parte della città, a Cabu Abbas, c'è una discarica che non accenna a scomparire. Si trova in mezzo alla macchia mediterranea, a venti metri dalle mura di recinzione dell'acquedotto romano e delle cisterne dell'acqua, sempre di epoca imperiale. Pure qui solita collezione: buste, ferri da stiro, mobili fatti a pezzi.

Centro e periferia. Le discariche sono sparse un po' in tutto il territorio comunale. Compaiono a Pittulongu, Capo Ceraso, poi da Santa Mariedda fino al centro, nei vicoli e in fondo alle strade dei quartieri più popolati. Gli operatori della De Vizia intervengono puntuali, ma bastano pochi giorni per tornare al punto di partenza. Anche l'area attorno al campo rom, in zona Colcò, viene spesso bonificata. Però i rifiuti, di qualsiasi natura, ricompaiono puntuali, dalla cunetta fino ai cespugli della campagna. E pure la strada Olbia-Loiri rientra nella mappa delle discariche abusive. Prima il luogo preferito dagli incivili era uno stazzo diroccato che dà sulla carreggiata. Dopo mesi di lanci selvaggi, è stato finalmente recintato. Ma i pirati si sono spostati pochi metri più avanti, sotto la sopraelevata dell'Olbia - Nuoro, dove tra i piloni ci sono materassi, scatoloni e addirittura una piccola barca sgangherata.

Il caso Osseddu. Poi ci sono quei casi che hanno una storia a sé. Uno è quello di Osseddu, nel cuore del villaggio Olbia due. Tra ville, residence e case a schiera, da quasi cinque mesi c'è una discarica che non si riesce a eliminare. Si trova dentro un recinto che un tempo serviva a contenere i cassonetti verdi, prima dell'avvento della raccolta differenziata. Ora questo spazio è stracolmo di rifiuti di ogni tipo. La situazione è allarmante e da qualche tempo tra i sacchetti circolano anche i topi. Il problema, però, è che la De Vizia non può intervenire, essendo questo uno spazio privato, di un condominio. Quindi alcuni abitanti della zona si sono rivolti all'amministrazione del residence. Ma ancora nulla. Un sacchetto tira l'altro e il livello dei rifiuti supera ormai il metro e mezzo di altezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative