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Olbia

Svolta Pd, Meloni: «In Gallura azzeriamo tutto»

di Marco Bittau
Svolta Pd, Meloni: «In Gallura azzeriamo tutto»

Il consigliere regionale scuote il partito: serve l’unità, i segretari dei circoli e della federazione facciano un passo indietro

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OLBIA. Quasi quattro mesi di silenzio assordante e ora una proposta choc: azzeriamo tutto e ripartiamo da capo. Nel segno dell'unità, ma ripartiamo. La proposta è di Giuseppe Meloni, giovane consigliere regionale e sindaco di Loiri Porto San Paolo, oggi sicuramente una delle figure più autorevoli del Pd gallurese. Lui è stato uno degli ingegneri della campagna elettorale alle comunali di Olbia e a lui, da vero leader, spetta dunque il compito di fare autocritica e rimettere in moto la macchina di un partito in panne dal 19 giugno.

Ripartire da capo per il Partito democratico significa metabolizzare una sconfitta elettorale pesante come un macigno. Beffarda (poche centinaia di voti) e per questo ancora più dolorosa. Non solo a Olbia, il capoluogo, perché nel volgere di un paio d'anni il centrosinistra ha perso anche Tempio e La Maddalena, comuni importanti dove amministrare non ha giovato. Insomma, il Pd in Gallura ha combinato un disastro e prima ancora di farsi punire dagli elettori si è perso da solo in una guerra tra anime e correnti avvelenate l'una contro l'altra al punto che neanche una tregua elettorale ha potuto evitare la sconfitta.

Si riparte dal classico passo indietro dei dirigenti. «Proporrei piuttosto un passo di lato - dice Meloni - la sconfitta elettorale a Olbia brucia, anche se il numero dei voti presi dal partito è comunque molto alto. Adesso è tempo di ripartire. Dobbiamo fare autocritica, a cominciare da me, e propongo una scelta forte: azzerare il gruppo dirigente, i circoli cittadini e la stessa segreteria provinciale della Gallura. È una condizione necessaria e tutti devono capire che solo così si può ricostruire nel segno dell’unità. Sì, perché questo è l’obiettivo da raggiungere aldilà dei semplici accordi e armistizi elettorali. Non vedo alternative, se non la riproduzione delle tensioni del passato».

Insomma, serve un partito unito e per arrivare al traguardo occorre avviare una fase nuova. Un rinnovamento vero, certificato da congressi. «La lezione è servita – dice ancora Meloni – a Olbia come a Tempio e La Maddalena, gli elettori non hanno perdonato un partito diviso e spesso litigioso. E, purtroppo, a nulla è servito lo sforzo enorme fatto dal gruppo dirigente che ha cercato e trovato almeno un armistizio elettorale. Addirittura sono successe cose impensabili soltanto pochi giorni prima: si sono sedute l’una a fianco all’altra persone che neppure più si rivolgevano la parola». «L’avvio di una fase nuova – aggiunge il consigliere regionale – oggi si rende ancora più necessario perché anche la Gallura, come tutta la Sardegna, attraversa una fase di grave crisi economica. In più, proprio in Gallura in questo momento si giocano partite decisive, come nel caso del Mater Olbia».

È evidente che con questa proposta Giuseppe Meloni si candida a fare la sua parte nel processo di rinnovamento e di rilancio del partito a Olbia e in Gallura, pur essendo già impegnato in consiglio regionale e tra qualche mese anche a Loiri San Paolo, dove attualmente ricopre l’incarico di sindaco. L’anno venturo, infatti, il paese andrà al voto e il sindaco è pronto a ricandidarsi. «Se si crea un gruppo forte e unito, io sono a disposizione – conferma – deve essere un gruppo determinato a proseguire il lavoro intrapreso in questi anni. Abbiamo messo in cantiere opere e progetti importanti che ora devono essere portati a compimento. Se ci saranno le condizioni, io non mi tirerò indietro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

@marcobittau

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