La Nuova Sardegna

Olbia

Funghi velenosi, famiglia di Badesi finisce in ospedale

di Sebastiano Depperu
Funghi velenosi, famiglia di Badesi finisce in ospedale

Dopo i casi di Olbia e Arzachena, altri tre nuovi ricoveri L’appello della Asl: «Rivolgetevi ai nostri esperti»

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BADESI. Qualche giorno fa sono finite all’ospedale, per intossicazione da funghi, due coppie (una di Arzachena e una di Olbia). Mercoledì sera, invece, è stata la volta di una famiglia di Badesi. A mandare tre persone al pronto soccorso di Tempio è stato un piatto di pasta al sugo con i funghi: madre 60enne, la figlia e il fidanzato 30enni che mercoledì, attorno alle 16, sono arrivati all’ospedale tempiese a causa di un Omphalotus Olearius, scambiato per un “gallinaccio”. Anche lo scorso anno, lo stesso fungo aveva fatto finire all’ospedale decine di persone. I tre, dopo alcune ore, hanno lasciato l'ospedale e le loro condizioni di salute sono buone. L’intossicazione, dunque, è conseguente all'ingestione del fungo velenoso raccolto nelle campagne tra Sant’Antonio e Calangianus, e consumato sempre mercoledì all'ora di pranzo.

I problemi sono iniziati, nel pomeriggio, con sintomi a carico dell'apparato gastrointestinale, vomito irrefrenabile, dolori addominali violenti. Per i tre è stato seguito il protocollo da intossicazione alimentare. I sanitari, con la consulenza dei micologi della Asl, hanno trattato i pazienti che sono rimasti in osservazione in ospedale per alcune ore. Quando si hanno dubbi sui funghi che si raccolgono, basta rivolgersi agli ispettorati micologici della Asl a Olbia, Tempio, e Badesi. «Gli ispettori del servizio micologico sono a disposizione della popolazione, per questo vi invitiamo a non consumare funghi se non siete certi della loro commestibilità: nel caso, sottoponeteli alla nostra attenzione - spiegano Alberto Lentinu e Tony Verre, micologi della Asl di Olbia che mercoledì sera hanno prestato la loro consulenza ai medici del Pronto Soccorso - Non affidatevi al fai da te perché è pericoloso: in questo caso, chi ha raccolto i funghi, non essendo esperto, ha chiesto consiglio a un amico, che ne ha confermato, sbagliando, la commestibilità». I due micologi aggiungono: «L'Omphalotus olearius, dal tipico colore arancione, viene spesso confuso per il Cantharellus cibarius, anche detto gallinaccio: la tradizione popolare ritiene che tutti i funghi che nascono sopra i tronchi degli alberi siano commestibili; invece, come in questo caso, si è tratti in inganno e si mette a rischio la propria vita, soprattutto se consumati in grossi quantitativi».

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