I coltivatori: un disastro per le semine
Le associazioni di categoria: la Regione intervenga subito. L’assessorato Lavori pubblici: un progetto presto in giunta
OLBIA. L’assessorato regionale dei Lavori pubblici si affida all’attività amministrativa avviata da tempo. All’esame del Distretto idrografico della Sardegna ci sono le proposte fatte dal Consorzio di bonifica della Gallura e sostenute dalle associazioni di categoria: il recupero delle acque reflue, l'intercettazione dell'acqua del rio Padrongianus nel territorio comunale di Olbia, l'intercettazione delle acque a Monte Tova, sul fiume Liscia, nell'area di Arzachena. Questi interventi consentirebbero al Consorzio di recuperare oltre 20 milioni di metri cubi d’acqua.
L’approfondimento è in corso e il lavoro del Distretto si dovrebbe concludere in tempi brevi. Appena saranno formalizzati i dettagli delle proposte e i rispettivi costi economici, l’assessore Paolo Maninchedda le porterà all’esame della giunta. Ma la valutazione politica non potrà limitarsi a un parere su questa o quell’altra tubatura. Le zone in sofferenza per la scarsa disponibilità d’acqua sono tante, alcune soffrono più di altre: si dovrà considerare non solo come e dove invasare ma anche capire dove e come l’acqua andrà a finire, chi disseterà e quali campi saranno irrigati. Per la Gallura c’è anche un altro problema da affrontare: il Liscia serve l’area settentrionale del territorio, poi ci sono i problemi diBudoni e San Teodoro, il sud alimentato da Maccheronis.
Sono questi gli impegni che arrivano dal vertice dell’assessorato diretto da Maninchedda e rivolti a Coldiretti, Confagricoltura e Cia galluresi che hanno ribadito la richiesta di impegno dai Lavori pubblici e chiesto un incontro sul posto all’assessore. Non si tirerà indietro, dicono dal suo ufficio, quando avrà le conclusioni delle procedure in corso al Distretto e quando riceverà l’invito dal presidente della commissione consiliare presieduta da Antonio Solinas, che ha già previsto una riunione dell’organismo proprio in Gallura, ma non ancora la data.
Le associazioni di categoria sono in allarme. Spiegano: le migliaia di aziende agricole che operano nel comprensorio irriguo servito dal Consorzio di Bonifica della Gallura rischiano di vedere compromesse le proprie produzioni a causa della scarsità di precipitazioni (-23.2%). Dal 30 settembre l'agro è rimasto senz'acqua per la chiusura anticipata della stagione irrigua: il 2015-16 è il biennio meno piovoso degli ultimi 94 anni.
Se ne è discusso al Consorzio, dove hanno condiviso un punto su tutti:il recupero della risorsa idrica, altrimenti destinata al mare, è l'unica soluzione possibile per scongiurare un altro biennio analogo.
«Bisogna tutelare le aziende agricole galluresi e tutte le famiglie che hanno investito sull'agricoltura e sulla zootecnia – osserva il presidente della Coldiretti Gallura, Giambattista Manduco. La siccità degli ultimi mesi ha prodotto un risultato catastrofico nella semina (-40%). Chiediamo alla Regione un intervento immediato». Incalza Gregorio Raspitzu, rappresentante territoriale di Confagricoltura: «Chiediamo al presidente Francesco Pigliaru, e all'assessore Maninchedda, che vengano in Gallura per verificare i danni causati dalla siccità e per confrontarsi con le associazioni di categoria sui progetti presentati in Regione». «Le nostre aziende – spiega Antonio Calvisi, rappresentante territoriale della Confederazione italiana agricoltori –, già in crisi per il tracollo del prezzo del latte, rischiano ora di non poter portare a termine la programmazione sulle semine con conseguenze disastrose sui bilanci».
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