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Olbia

La Sardegna bio in vetrina a Baia Sardinia

di Walkiria Baldinelli
La Sardegna bio in vetrina a Baia Sardinia

Promozione turistica: 30 imprenditori dell’agroalimentare si presentano a sette nazioni

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ARZACHENA. Eccellenze della terra, filiera corta del turismo e dell’enogastronomia, cibi bio e ospitalità. La Sardegna si presenta così a buyer, tour operator, giornalisti e food blogger di 7 dei 12 paesi selezionati per il mercato isolano: Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera e Belgio. Il roadshow della piattaforma europea “ItalianfoodXp” fa l’ultima tappa a Baia Sardinia. L’evento, finanziato con 2 milioni di euro, è realizzato da Isnart-Unioncamere e ministero dei Beni culturali e turismo per la promozione delle regioni del Sud Italia. Oltre alla Sardegna coinvolge Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia.

I numeri. In vetrina, nella tre giorni a Baia Sardinia, le produzioni di 30 imprenditori dell’agroalimentare bio e certificati sardi selezionati, oltre a 30 strutture ricettive. «È la prima iniziativa internazionale che mette insieme territori, località turistiche di sei regioni italiane meridionali e l’eccellenza della produzione certificata – spiega la responsabile del progetto, Flavia Coccia, dell’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) -. È un primo step che sta dando ottimi risultati. L’obiettivo è quello di coinvolgere anche altre regioni. L’esportazione del modello imprenditoriale italiano viaggia sulla piattaforma multimediale www.italianfoodxp.it e su una pagina Facebook multilingue. Da agosto conta 18 mila like, 48 mila condivisioni e ha già raggiunto 1 milione 400 mila persone. Al primo posto ci sono utenti del Regno Unito, seguono Spagna e Bulgaria.

Prodotti bio. Fra le eccellenze sarde ci sono anche i formaggi di pecora da agricoltura biologica. Giorgio Demurtas, ingegnere di 41 anni, come il fratello Luca, anche lui ingegnere e la sorella Francesca, geologa, coniuga la professione con l’azienda di famiglia, la Coile Scalas di Costa Rei. «È una passione che si tramanda da generazioni – racconta -. Mi alzo alle sei del mattino per mungere le pecore». Con 30 mila litri di latte l’anno l’azienda produce formaggi che hanno ottenuto una certificazione bio.

Le sorelle Laura e Delia, 39 e 35 anni, di Sennori, dopo aver messo in tasca una laurea rispettivamente in Economia e in Scienze della comunicazione hanno rilevato l’azienda di famiglia, attiva dagli anni Cinquanta, e dato vita alla Cantina Sorres (sorelle). «Con nostro padre, che ci segue da vicino, ho imparato a lavorare la terra e a studiare le fasi della vite – racconta Laura, con un master in agraria ed economia -. È una produzione integrata la nostra, non usiamo insetticidi o diserbanti chimici». Il raccolto di tre ettari serve a produrre 6 mila bottiglie di cannonau. Alcune finiscono a Londra, perché da qualche anno Delia, durante le cene organizzate in una galleria d’arte, promuove il suo marchio con altre specialità isolane, in team con un ragazzo che esporta prodotti sardi. «Il futuro è questo – afferma -. L’incontro di sapori e tradizioni locali all’estero è un ottimo biglietto da visita. Il turista è sempre più attento. Questo roadshow della piattaforma europea offre ulteriori garanzie».

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