Storie di piante officinali
Le racconta nel suo libro (già in vendita) Carlotta Satta
TEMPIO. È di nuovo in commercio e, quindi, disponibile nelle librerie il volume della professoressa Carlotta Satta sulle piante officinali presenti nella flora sarda.
Non si tratta di una semplice ristampa, ma di una nuova edizione, riveduta e aggiornata, con un terzo di pagine in più rispetto alla precedente, resa possibile dalle Nuove Grafiche Puddu. “Piante officinali spontanee di Sardegna” ritorna così sugli scaffali delle librerie con diverse novità di rilievo, a partire dalla copertina e dall’impianto grafico che riserva lo spazio necessario a foto e illustrazioni a colori.
La qualità del prodotto editoriale, ma, soprattutto, il valore dei suoi contenuti viene attestato dalla Prefazione di Marianna Usai, docente di botanica dell’Università di Sassari, che riconosce come il lavoro della studiosa gallurese, insegnante di scienze oggi in pensione, possa risultare accattivante per i lettori meno esperti e utile per quelli che hanno un rapporto per così dire più professionale con le scienze naturali.Opportuna è, secondo l’autrice della Prefazione, l’avvertenza dell’autrice con la quale si sconsiglia l'uso diretto per fini automedicamentali delle piante citate nel volume. Tuttavia, il libro, come dichiara Salvatore Scriva nelle pagine introduttive, può essere utilizzato come una guida per imparare a conoscere la grande ricchezza del patrimonio floreale sardo, di cui potrebbero servirsi soprattutto i lettori più giovani.
Agile nell’impostazione, ricco di immagini e schede molto dettagliate, di facile e piacevole consultazione, il libro passa meticolosamente al setaccio il sottobosco e i numerosi esemplari di piante officinali che si trovano nell’isola. Di ogni pianta viene presentato l’identikit: la descrizione fitografica (radice, foglie, busto, fiore, frutto), l’habitat, l’eventuale presenza in altre aree del pianeta, la distribuzione in Sardegna e in Gallura, i possibili scopi terapeutici e gli usi (dalla gastronomia alla cosmesi). Ancor più approfondite sono le note di fitoterapia, istruttive quanto il profilo etnobotanico con il quale Carlotta Satta rivela curiosità e aneddoti di valore storico e culturale. (g.pu.)
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