Argea e Rai nell’ex alberghiero, Careddu: si pensi alle associazioni
OLBIA. La scelta del Comune di cedere in comodato d’uso alcuni uffici del palazzo di Poltu Quadu all’Agenzia regionale per l’agricoltura e alla Rai non raccoglie i consensi dell’opposizione. Per la...
OLBIA. La scelta del Comune di cedere in comodato d’uso alcuni uffici del palazzo di Poltu Quadu all’Agenzia regionale per l’agricoltura e alla Rai non raccoglie i consensi dell’opposizione. Per la Coalizione civica appare quasi un controsenso rispetto all’esigenza di tante associazioni cittadine oggi senza locali, ma anche dell’ok della maggioranza al maxi palazzo di 28 metri sul lungomare pensato come sede di uffici del Comune. «Non condivido l’accorpamento degli uffici comunali al centro – dichiara il capogruppo della Coalizione civica Carlo Careddu –. Prima di tutto perché i locali del palazzo voluto dalla maggioranza non sono funzionali. Poi perché sarebbe opportuno delocalizzare. Secondo me Poltu Quadu è un quartiere che merita di avere la presenza del Comune. Noi abbiamo investito molto su quella zona, ottenendo diversi finanziamenti per migliorarlo e valorizzarlo. La ristrutturazione dell’ex alberghiero, da noi acquisito, era finalizzata a farne una cittadella amministrativa, anche pensando a un futuro tribunale, alla funzionalità della presenza dei parcheggi. Piuttosto che spendere 1milione e 300mila euro per il nuovo palazzo sul lungomare che per metà sarà dei privati, l’amministrazione investa subito quelle risorse nella ristrutturazione dell’immobile di Poltu Quadu».
Sulla cessione in comodato all’Argea e alla Rai di alcuni locali dell’ex alberghiero Careddu frena. «Per quanto riguarda la Rai è evidente che con il pagamento del canone è già agevolata rispetto ad altre emittenti private. Un comodato d’uso si potrebbe configurare come aiuto di Stato. Per quanto riguarda invece l’Argea, oggi paga l’affitto in un locale di via Galvani – spiega Careddu –. Capisco che sia necessario mantenere alcuni uffici regionali in città e non dare alibi alla Regione per portarli via da Olbia. Ma prima si privilegino gli uffici comunali cittadini e le tante associazioni che oggi non hanno locali in cui svolgere l’attività». Careddu fa l’esempio di Prospettiva donna, l’associazione che assiste le donne che hanno subito violenza. «Non si possono trascurare le tante associazioni di volontariato che rendono un servizio enorme alla città – conclude Careddu –. Come Prospettiva Donna che è senza una sede. Ma ce ne sono tante altre alle quali, nel caso in cui ci dovesse essere disponibilità di locali comunali, è doveroso pensare». (se.lu.)
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