Chiude la Rsa Sole di Gallura: Olbia non è una città per vecchi
Il quarto centro della Sardegna non ha una residenza sanitaria assistita: Comune, Regione e Asl diano una risposta in tempi brevi
OLBIA. La vicenda della Rsa Sole di Gallura, che dalla fine dello scorso mese non effettua più il servizio, mette in evidenza un paradosso di Olbia. La città dell'accoglienza non è una città per vecchi. E c'è da interrogarsi su questo importante aspetto della società civile. Perché prima o poi capita a tutti in famiglia, di dover avere bisogno di poter avere un servizio di questo tipo. Una residenza sanitaria assistita dove poter portare il proprio caro, anziano, che ha bisogno appunto di trascorrere gli ultimi anni della propria vita in serenità, con l'adeguata assistenza sanitaria, sociale e psicologica.
Olbia è una delle più importanti città della Sardegna, come numero di abitanti ormai è arrivata ad essere la quarta dell'isola alle spalle di Cagliari, Sassari e Quartu Sant'Elena. In città e in generale in Gallura, intanto, sono molto poche già le case per anziani, dove peraltro il livello di assistenza non può raggiungere il livello di una Residenza sanitaria. La Rsa Sole di Gallura aveva iniziato la propria attività nel 2004, ora la società cooperativa la Fenice che gestiva la struttura e aveva l'accreditamento da parte dell'Azienda sanitaria locale di Olbia per ospitare circa un'ottantina di anziani e disabili, ha dovuto alzare bandiera bianca. Sul futuro della coop e del servizio le voci che si susseguono sono le più disparate. Sembra che i soci della cooperativa a breve saranno convocati per votare la messa in liquidazione della Fenice. Nel frattempo però, il servizio offerto agli anziani assistiti è cessato, e questi ultimi sono stati trasferiti in altre strutture. Capitolo finale dunque. Tutto questo mentre un'analoga struttura, a Padru, funziona alla grande. In molti sottolineano come la Rsa di Padru, con ampi spazi all'aperto sia molto più adatta ad accogliere anziani rispetto a quello che, in realtà, non è altro che un albergo mancato, come la struttura della Rsa di via Tavolara a Olbia. Fatto sta che, ora che la parola fine è stata messa su questa esperienza ultradecennale, è necessario che si apra una nuova storia. E per questo occorre che i servizi sociali del Comune, la Regione e anche l'Asl si mettano d'impegno. Perché Olbia, la città dell'accoglienza, deve essere anche una città a misura di anziano.
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