Il fuggiasco braccato per 6 ore da 100 uomini
Carabinieri e polizia con le armi in pugno nel rione Sa minda noa e nella zona di viale Aldo Moro
OLBIA. Gazzelle della polizia, auto del Radiomobile dei carabinieri, della polizia locale arrivano in pochi istanti. Alle tredici il quartiere di Sa minda noa è asserragliato come un territorio di guerra. La caccia all’uomo è cominciata. Uomini in borghese e in divisa chiudono tutte le strade d’accesso. Mitragliette e pistole in mano. La parte alta di viale Aldo Moro, nell’area interna che si distende sul fronte di San Vittore, dove l’insediamento edilizio recente e moderno sta consumando la periferia nord di Olbia, viene battuta metro per metro: da via Parigi a via Mosca, Amsterdam, poliziotti in borghese frugano tra i cespugli, scrutano nei garage delle abitazioni, si arrampicano sui muri di cinta, frugano tra le piante dei giardini. Si controlla tutto, persino intorno alla via Copenaghen, la strada dominata dalla struttura che ospita il commissariato di polizia, dove i due rapinatori sono svaniti nel nulla. È in volo anche l’elicottero dei carabinieri, si alza e abbassa sulle case nel tentativo di rintracciare i due presunti autori del colpo all’ufficio postale di San Pantaleo. Perché qui, caduti con la Suzuki 600, hanno forzosamente fatto la loro prima tappa della fuga.
Le ricerche non danno risultati. Il volo dell’elicottero si allarga, si sposta nella parte bassa di viale Aldo Moro, sul versante opposto. Anche qui l’insediamento urbano si interrompe con il Borgo delle rose in favore della campagna, chiusa dall’altra parte della Circonvallazione che attraversa la zona industriale e collega al centro della città e allo svincolo per Golfo Aranci.
Manca poco alle 14. Dall’elicottero avvistano un uomo in fuga. Il velivolo si abbassa, il pilota cerca di bloccarlo (la complice è sparita) con il vortice d’aria prodotto dalle eliche. Ma lui non si ferma e si lancia in un macchione di vegetazione. Quasi mille metri quadrati di piante e rovi impenetrabili. Carabinieri, poliziotti, agenti della municipale, poi anche la Finanza circondano la zona. Oltre cento uomini, compresi i dirigenti più alti degli uffici della Gallura, alcuni arrivati anche da Sassari e Nuoro. Sembra la fase finale, la cattura imminente. Mitra e pistole, auto: un perimetro di sicurezza inviolabile, tra le abitazioni al confine del rione e la campagna. Non ci sono dubbi: il fuggiasco ha i minuti contatti. Vengono mobilitati i Cacciatori di Sardegna, il corpo dei carabinieri specializzato nelle operazioni ai confini delle capacità umane. Una squadriglia di cinque uomini, s’infilano nell’intreccio di rami, tronchi, rovi, erbacce. Impugnano asce per farsi largo. Inghiottiti dalla vegetazione, spariti alla vista anche dei fotoreporter che da una palazzina osservano dall’alto. Frugano ogni centimetro. Un’ora e mezzo tra quei cespugli. Ma quella conclusione che sembrava certa, ora è sfumata. Del rapinatore non ci sono tracce. Il cerchio si allarga più a sud. Mentre la città è percorsa in lungo e in largo dalle pattuglie di sorveglianza. Sino alle 19, quando il fuggiasco arriva al capolinea. Un bar. Beffato da un aperitivo. (gpm)
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