La Nuova Sardegna

Olbia

«Con il sì a questa riforma è salva l’Autonomia sarda»

«Con il sì a questa riforma è salva l’Autonomia sarda»

Verso il referendum: il dibattito promosso dal Pd con Luca Lotti e Luigi Zanda L’intervento di Renato Soru: «Non ripetiamo l’errore fatto con la Statutaria»

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OLBIA. Il primo dei due applausi della serata va a Renato Soru, quando ricorda che la “sua” Statutaria (bocciata dal no della politica sarda nel 2006-2007) nel vestito di modernità destinato alle dinamiche del consiglio regionale e della politica sarda, avrebbe anche sancito l’ingresso delle donne nella massima assemblea regionale: invece oggi ancora penalizzate. Il secondo va al capo dei senatori Pd Luigi Zanda, quando rivolge al “suo” Partito democratico l’invito a «parlarsi», come fecero Moro e Berlinguer. È l’invito che il fronte del sì al referendum sulla riforma costituzionale lancia a chi, sopratutto dentro quello stesso perimetro politico, si è schierato per il no. Invito al dialogo che sarà utile con effetti tutt’altro che trascurabili, anche alla Sardegna, che è una Regione a Statuto speciale retta da un’impalcatura di valori contemplati (ma non sempre pienamente esercitati) nell’Autonomia.

Era stato chiaro anche il sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri Luca Lotti, nell’analoga manifestazione del mattino in favore del sì. «Energia, trasporti – materie decisive per la Sardegna – saranno competenza del governo centrale, e dovranno essere governate con le stesse regole in tutto il Paese, non ciascuna regione a modo proprio, come spesso avviene oggi. La riforma non lede l’Autonomia sarda, c’è anzi una clausola precisa che stabilisce di non toccare gli Statuti. Perché il governo non mette in discussione l’Autonomia della Sardegna».

Insomma, l’attuale forma del bicameralismo perfetto non è di grande beneficio per la Sardegna. La Riforma (dunque il sì al referendum) invertirà questa condizione. L’aggiornamento arriverà via via, spiega Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all’università di Sassari: «La Riforma prevede un percorso di consultazione Stato-Regioni sino alla revisione dello Statuto. Non ci sarà alcun atto unilaterale da parte dello Stato». Quel che conta, sottolinea il senatore Francesco Sanna, tra i parlamentari che hanno pensato, discusso e eleborato il testo della proposta di riforma, «è, come per l’intera proposta, il risultato finale. Non si può dire no solo perché il testo non comprende quella piccola parte che i singoli avrebbero voluto. Questo impegno era stato presentato nella nostra campagna elettorale, quindi siamo stati designati a questo lavoro dagli elettori». La Costituzione, ha osservato ancora Sanna, era stata pensata quando ancora non c’erano i venti consigli regionali. «Dunque abbiamo già fatto passi avanti, perciò quel testo va aggiornato». Va aggiornato nella seconda parte. La prima, quella che sancisce i valori fondamentali della vita democratica, non sarà scalfita. Lo hanno detto Soru, Zanda, Gian Piero Scanu. Mentre Il consigliere regionale Giuseppe Meloni ha focalizzato i benefici che deriveranno dalla Riforma all’organizzazione amministrativa del territorio. «La Gallura non finirà in posizione di marginalità rispetto a Sassari, ma il sistema sarà definitivamente azzerato e si potrà ridiscutere la mappa amministrativa complessiva, quindi anche della nostra ex provincia».

Non si faccia «lo stesso errore del 2007», quando la Statutaria venne bloccata e «si perse un’occasione di fare un passo avanti», ha detto Soru. Il testo dei padri costituenti richiede «manutenzione», semplifica Scanu. «Si può ancora governare con maxiemendamenti, decreti e voti di fiducia come hanno fatto Berlusconi, Prodi, Letta e ora Renzi? – domanda Zanda –. Evidentemente c’è qualcosa nel sistema che non funziona. Ecco perché cambiare, perché senza la stabilità non ci può essere sviluppo nel Paese». Sguardo rivolto al futuro anche nelle parole di Carlo Careddu, capogruppo del Pd nel consiglio comunale: «Pensiamo al Paese piuttosto che alle nostre carriere politiche».

Due appuntamenti: uno al mattino organizzato da Pierluigi Caria di tutta fretta, con gli orari condizionati dai tempi stretti di Lotti, con interventi anche di Angela Corda (segretario cittadino), Tomaso Visicale (provinciale), il senatore Giuseppe Luigi Cucca, l’altro in serata diretto da Andrea Viola, responsabile provinciale Giustizia del Pd. (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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