La Nuova Sardegna

Olbia

Lotta alla discarica, il Cipnes si difende

di Tiziana Simula
Lotta alla discarica, il Cipnes si difende

L’ente ribatte alle proteste dei cittadini: le emissioni non sono nocive. In campo i sindaci Settimo Nizzi e Giuseppe Meloni

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OLBIA. «Maleodoranti sì, nocive no». All’indomani della protesta – l’ennesima – del comitato di Murta Maria contro i miasmi provenienti dalla discarica di Spiritu Santu, il Cipnes che gestisce l’impianto, allontana il pericolo di ripercussioni dannose per la salute pubblica, come temuto e lamentato dai residenti della frazione olbiese, ma anche da quelli di Porto San Paolo. Gli odori infatti si spingono fin lì. Negli ultimi mesi, in modo molto più intenso, dicono gli abitanti della località turistica. Che attraverso il medico di base, Luigi Muroni, si sono uniti alla protesta del comitato di Murta Maria, in guerra contro la discarica da oltre quindici anni.

Il Cipnes. «Non sono emissioni nocive», ribattono dal Cipnes. Che lo scriverà anche nero su bianco, su una nota circostanziata che il Consorzio industriale invierà in questi giorni al Prefetto di Sassari, al quale il comitato di Murta Maria e il medico di Porto San Paolo si sono rivolti, chiedendo di intervenire per mettere fine all’incubo puzza. «Tutte le attività di controllo sono pubblicate sul sito del Cipnes. Gli odori che si sprigionano dalla discarica sono inconvenienti della fase di lavorazione che stiamo cercando di ridurre attraverso una serie di provvedimenti e pratiche gestionali. Ma non sono emissioni nocive», precisano dall’ente consortile.

La guerra contro Spiritu Santu. Odori insopportabili e percolato che cola dalla discarica comunale dismessa e non ancora bonificata. Quella di Murta Maria è una lotta vecchia di anni, che periodicamente riesplode con forza nel tentativo disperato di avere risposte. Ciò che la frazione in realtà chiede è la chiusura della discarica, di cui si sente vittima e costretta a subirne tutti i disagi, a cominciare dai miasmi, appunto. Danno di immagine per la frazione olbiese e per Porto San Paolo, zone turistiche e di pregio ambientale, ma anche motivo di preoccupazione sul fronte della salute pubblica. Trovare un altro sito dove spostare la discarica, così com’è stato chiesto anche al Prefetto, non è però al momento una strada percorribile: nessun comune (18 quelli che conferiscono i rifiuti nell’impianto consortile), se ne vuole fare carico.

I sindaci Nizzi e Meloni. «Negli ultimi mesi, le lamentele arrivate in Comune per i miasmi sono diventate sempre più pressanti – dice il sindaco di Loiri Porto San Paolo e consigliere regionale Pd, Giuseppe Meloni–. Di questo problema mi ero occupato anche un anno fa, con un interrogazione in consiglio regionale. I cittadini mi chiedono di sollecitare soluzioni agli enti preposti, Cipnes in testa. Capisco la protesta di chi abita a Porto San Paolo: la preoccupazione per l’ambiente, per la salute e per l’economia. Non ha certamente un impatto positivo acquistare una casa o andare in vacanza in un posto dove si respirano cattivi odori. È doveroso intervenire al più presto.

«La discarica è monitorata regolarmente», aggiunge il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, ex presidente del Cipnes. Che sposta l’attenzione sui progetti in cantiere per ridurre gli odori e trasformare la lavorazione dell’organico in biogas e biometano: «Si tratta del biodigestore anaerobico – dice –. E, poi, il Comune ha già siglato l’accordo col Cipnes per la bonifica della vecchia discarica comunale».

Lotta ai miasmi. Il biodigestore anaerobico è il progetto strategico che il Cipnes realizzerà nell’arco di 2, 3 anni e col quale metterà fine all’incubo miasmi oltre a produrre gas che, trattato, diventerà metano. Questa è la soluzione a lungo termine, che prevede investimenti sull’impiantistica e sulle tecnologie. A breve termine, invece, il Cipnes intende procedere su due fronti: chiudere la struttura dove si svolge la lavorazione della frazione umida, e chiedere ai comuni che la raccolta dell’umido, soprattutto in estate, avvenga tutti i giorni o comunque con maggiore frequenza rispetto ad ora, per evitare che arrivi in discarica già in putrefazione.

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