Domani si celebra Salvatore Sechi servitore dello Stato
Fu consigliere giuridico di tanti presidenti della Repubblica L’iniziativa nel palazzo civico con lo storico Manlio Brigaglia
TEMPIO. Domani, a un anno dalla morte avvenuta a Roma il 4 dicembre scorso, Tempio, ricorderà solennemente Salvatore Sechi, un grande tempiese, un grande gallurese, “un grande servitore dello Stato”, come dissero il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente emerito Sergio Napolitano. Salvatore Sechi, che i familiari vollero innumato nel cimitero cittadino, dal 1983 è stato il numero 3 (dopo il Segretario generale) del Quirinale, dove era arrivato, voluto dal neoeletto presidente Francesco Cossiga, in qualità di suo Consigliere giuridico e di tutti i successivi presidenti delle Repubblica, Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella, per i quali ha lavorato, in silenzio e con la massima discrezione, per circa 32 anni. Tutte le leggi approvate dal Parlamento, prima della firma del Capo dello Stato, passavano al suo vaglio.
Celebrazioni. Domani Tempio ricorderà questo suo figlio con iniziative istituzionali e culturali, curate dall’assessorato comunale alla Cultura. Si comincerà alle 18, nel municipio con l’intervento del giornalista Manlio Brigaglia, tempiese illustre, amico e, per certi versi, anche consigliere fidato di Salvatore Sechi. Alle 19,30 si proseguirà con la dedica di una targa a suo nome, sulla parete della casa natale, in Via Roma Superiore, antistante la Chiesa della Confraternita di Santa Croce. L’ultimo tributo a Salvatore Sechi, verrà reso alle 21 al Teatro del Carmine con la presentazione in forma teatrale dell’opera di autore per il momento ignoto, “La Canzona di Mastru Juanni”.
Scoperta del manoscritto. Si trata di un poema in tempiese di grande valore storico, e ancora oggi validissimo alla luce della contingenza economica che la società sta vivendo. Il manoscritto fu scoperto nella biblioteca paterna da un giovanissimo Salvatore Sechi che ne curò la pubblicazione con una sua attenta introduzione, intitolata “Una Iliade della fame nella Gallura dell’Ottocento”. La pubblicazione, per i tipi della Edizione della Torre, è preceduta da una dotta prefazione dell’amico Manlio Brigaglia intitolata “Nel paese di Mastru Juanni” che spiega la fame nell’isola, tema dominante dell’opera.
Giancarlo Monticelli. La regia della presentazione di diversi passi dell’opera, che si spera di portare in scena il prossimo anno, è curata da Giancarlo Monticelli, milanese di nascita sardo di adozione. «Scoprii il libretto casualmente, ha detto ieri il maestro in una pausa delle prove –. Mi innamorai del testo. Contattai telefonicamente Salvatore Sechi e gli chiesi di poterla adattare al teatro. Lui acconsentì e, preso interamente dal suo lavoro, mi affidò a Manlio Brigaglia che, bontà sua, ha approvato il mio lavoro. Spero sia gradito alla città».
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