Nomine polizia locale, si cambia
Arzachena, modificato il regolamento: il vice comandante scelto dal sindaco
ARZACHENA. La giunta Ragnedda modifica il regolamento della Polizia locale. Il vice comandante sarà scelto tra gli ufficiali (categoria D1) e nominato direttamente dal sindaco, non più dal comandante. Trasferito anche il servizio di polizia municipale dal settore Affari generali allo staff del sindaco. Le opposizioni polemizzano. «La decisione suona più come una scelta politica che tecnica – dice Fabio Fresi, capogruppo Pd – un ulteriore ridimensionamento del ruolo dell’ex assessore Gianni Baffigo, che continua a tenere la delega alla Polizia locale». Il primo cittadino, Alberto Ragnedda, sottolinea che non è affatto una bocciatura: «Fu proprio lui a proporre l’accorpamento del servizio in quello dello staff del sindaco». Ma il delegato commenta: «Non sono stato informato, tuttavia sono sereno. Vuol dire che il sindaco ha deciso di fare questo passaggio di sua iniziativa».
«Il provvedimento è stato preso su indicazione del segretario comunale, Giovanna Maria Piga, per uniformarci alla normativa – spiega il sindaco – che tiene conto anche della rotazione delle funzioni dei dirigenti, così come previsto dal piano anticorruzione, che ad Arzachena per il servizio di polizia locale è connotato come medio-alto».
«Da un punto di vista politico è evidente che Ragnedda ormai è sempre più un uomo solo al comando – incalza il capogruppo di Arzachena Concreta, Efisio Onali –. È costretto a modificare regolamenti per poter continuare ad amministrare, visto che sta perdendo componenti della squadra. Da un punto di vista tecnico auspichiamo che il provvedimento serva a riordinare i vertici della polizia municipale, dopo anni di instabilità».
«Collocando il comando di polizia locale nello staff del sindaco – dichiara l’ex vice sindaco Maria Giagoni, oggi all’opposizione -, Ragnedda esautora di ogni potere Baffigo e lo esonera dall’impartire direttive e dal vigilare sull’espletamento del servizio di polizia locale. Equivale a una revoca della sua delega, ha tutto il sapore di una vendetta politica. La ricollocazione del servizio – aggiunge - si ispira ad una sentenza del 2011, perciò è inevitabile chiedersi perché questa soluzione non sia stata adottata prima.
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