Marciapiedi dissestati, il libro nero del Psd’Az
I sardisti documentano con foto decine di situazioni di degrado e pericolo Lidia Fancello: «La giunta si faccia carico del problema. È una sfida di civiltà»
OLBIA. Buche, gradoni, mattoni sconnessi, assenza di scivoli. Basta fare un giro per la città, per vedere in quali condizioni versano i marciapiedi: a volte inesistenti e sostituiti da colate di cemento, altre volte impercorribili tanto sono dissestati e pericolosi, trappole per bambini, anziani, portatori handicap e mamme con i passeggini.
A denunciarne il degrado con un reportage fotografico è la sezione sardista. «Al sindaco Settimo Nizzi, all’assessore all’Edilizia pubblica e privata Angelo Cocciu, ma anche all’assessore Marco Balata, il quale ha fatto dell’accoglienza e del decoro urbano di Olbia, uno dei punti cardine della propria campagna elettorale, chiediamo pubblicamente se questa giunta è pronta a farsi carico di questa che noi consideriamo una sfida di civiltà», scrive in una nota Lidia Fancello, segretaria della sezione olbiese del Psd’Az. Armati di macchina fotografica, i sardisti hanno fatto un giro per le vie di Olbia «dove – dicono – il marciapiede pare abbia smarrito la propria funzione. «Lasciate le vie principali come il corso Umberto, via Veneto o viale Aldo Moro, appena svoltato l’angolo – scrive Lidia Fancello – ci si imbatte in improbabili marciapiedi costruiti a seconda della fantasia di chi ha edificato la casa antistante. Già, perché a Olbia, se vuoi un marciapiede e non hai la fortuna di abitare in una delle strade principali, in barba a tutte le regole, te lo devi fare da te, operando allo stesso tempo un beneficio per la comunità e un vero e proprio abuso edilizio: si va dall’umilissima colata di cemento, ai marciapiedi alti 30 centimetri anziché i 15 massimi previsti».
Il Psd’Az sollecita quindi la giunta a occuparsi del problema «che riguarda tutti i quartieri e a trovare i fondi necessari per mettere in opera una grande ristrutturazione delle vie».
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