Il presidente del Parco si autosospende

La Maddalena, Bonanno: «Il Consiglio direttivo approvi da solo il Piano. Se non lo farà chiederò il commissariamento»

OLBIA. Colpo di teatro a poche ore dalla riunione del Consiglio direttivo. Il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, si autosospende e lascia all’organo collegiale la responsabilità di approvare o respingere il Piano del parco, strumento di pianificazione atteso da 20 anni. Bonanno anticipa le sue mosse. Se il Piano verrà cassato chiederà lui stesso il commissariamento dell’ente. Non proprio una richiesta originale. Da mesi c’è una lunga lista di politici, in testa il senatore Silvio Lai, Pd, che chiedono al ministro di cacciare Bonanno e nominare un commissario.

Numeri e politica. La vita del Parco assomiglia a una partita di scacchi o una guerra di logoramento. La convivenza tra una parte del Consiglio e il presidente non è mai stata idilliaca. Ma negli ultimi mesi la battaglia si è fatta più aspra. Questione di numeri e politica. Con la morte di Bruno Paliaga e le dimissioni di Claudio Margottini, entrambi tecnici nominati il primo dalla Regione, il secondo dall’Ispra, il presidente non solo ha perso due sostenitori e la maggioranza. «A oggi si registra lo spostamento dell’asse in favore della parte che è pura espressione politica, senza competenze scientifiche. Ho manifestato al ministero e al presidente della Comunità del Parco le perplessità legate alle difficoltà di gestire un Consiglio ridotto quasi esclusivamente a membri politici con poca o nessuna esperienza amministrativa-ambientale. Come nel caso del consigliere Enzo Di Fraia, oggetto di contestazione di illecito ambientale questa estate. A proposito di quest’utimo anche la vice presidente della commissione Ambiente della Camera ha presentato una interrogazione. Inoltre il susseguirsi di una manifesta incompatibilità personale da parte di una componente maggioritaria nei miei confronti, evidentemente frutto di mera contrapposizione politica, mi impongono l’adozione di accorgimenti che sgomberino il campo da ogni dubbio e diano la possibilità al Consiglio di dimostrare di lavorare a favore dell’arcipelago».

Il Piano al voto. Bonanno lascia nelle mani della maggioranza del Consiglio, il compito di decidere il futuro dell0ente. «Do l’ultima possibilità alla cosiddetta maggioranza di dimostrare nei fatti, il proprio contributo per il territorio. Io ho fatto la mia parte in questi anni seppur tra mille difficoltà. L’acquisto di Budelli, l’avvio di un percorso di condivisione col Comune sul Piano del Parco. Con la nomina del direttore Yuri Donno abbiamo potuto garantire le assunzioni estive nel quadro di un ristabilito rispetto delle norme. Questa maggioranza, viceversa, per ora si è distinta solo per l’assunzione di atti contraddittori e per la metodica azione di bloccare molte attività – conclude –. È giunto il momento che questi consiglieri dimostrino di essere in grado di adottare gli atti indispensabili e indifferibili per l’ente, in primis il Piano per il Parco, come più volte sollecitato dal ministero. In caso contrario io stesso chiederò il commissariamento dell’ente per manifesto immobilismo e incapacità del Consiglio direttivo».

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