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Olbia

Tragico incidente a Olbia, Antonio Pau: "Mio figlio è morto due volte"

di Marco Bittau
La buca di via Mincio che è all'origine dell'incidente
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La buca di via Mincio che è all'origine dell'incidente

Un anno fa la disgrazia a Cabu Abbas. Archiviata l’inchiesta, ma ora spunta una nuova perizia

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OLBIA. «Voglio sapere come e perché è morto mio figlio un anno fa». Quello di Antonio Pau, muratore olbiese, è un grido disperato: il suo ragazzo, Paolo, di 29 anni, aveva perso la vita in sella alla sua moto la notte tra il 24 e il 25 ottobre 2015, esattamente un anno fa. Il giovane era finito in una buca nella stradina dissestata di Cabu Abbas. Una caduta rovinosa, costata la vita al giovane che pure al momento dell’incidente portava il casco. L’inchiesta per omicidio colposo (cinque indagati, tra i quali l’ex sindaco Gianni Giovannelli e il direttore del Cipnes Aldo Carta) è stata archiviata qualche mese fa dalla Procura di Tempio, ma Antonio Pau non vuole arrendersi: «Vogliamo riaprire il procedimento perché non permetterò mai che mio figlio muoia due volte».

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La morte di Paolo Pau era stata l’epilogo drammatico di una vicenda incredibile, quella di via Mincio, verso Cabu Abbas, classica strada di nessuno “scaricata” dal Consorzio industriale Cipnes al Comune e viceversa. Nell’attesa di accertare la titolarità della manutenzione stradale (in altre parole, chi doveva riparare le buche) il sostituto procuratore Roberta Guido aveva disposto il sequestro della strada, aperto un’inchiesta per omicidio colposo e iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco Gianni Giovannelli e i dirigenti comunali Gabriella Palermo e Costantino Azzena, il direttore del Consorzio Cipnes Aldo Carta e il dirigente Gabriele Filigheddu.

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Un anno dopo, archiviata l’inchiesta, Antonio Pau è senza pace. Il suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile (gli altri familiari sono assistiti dall’avvocato Michele Ponsano), però non si arrende e prepara l’offensiva. «Dopo una perizia la Procura è giunta a una conclusione – dice l’avvocato Murrighile – la manutenzione della strada è sicuramente a carico del Cipnes, ma non è stato accertato il rapporto causale tra la buca e la morte del motociclista. Nel senso che il giovane è stato sicuramente sbalzato dalla moto, ma nella buca potrebbe anche essere finito dopo, nella caduta rovinosa sulla strada. Da qui l’archiviazione del procedimento». «Adesso, aggiunge l’avvocato Murrighile – abbiamo affidato l’incarico a un nostro consulente per una nuova super perizia. Infatti, vogliamo verificare le generali condizioni di sicurezza della strada di Cabu Abbas, ad esempio l’illuminazione. Insomma, l’archiviazione disposta dalla Procura di Tempio ci offre la possibilità di produrre nuovi elementi e chiedere la riapertura del procedimento. Questo non significa che stiamo cercando un colpevole a tutti i costi, piuttosto vogliamo che si accerti la responsabilità di chi ha mantenuto quella strada in pggettive condizioni di pericolo per chi la percorre».

Un filo di speranza per Antonio Pau che, dopo quel tragico incidente di un anno fa, ha visto la sua vita crollare di schianto. «Dopo un anno siamo ancora al punto di partenza – singhiozza il padre del ragazzo – non si conosce chi è il responsabile di quella strada e mio figlio non c’è più».

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